Morto a 100 anni Sergio Flamigni: partigiano ed ex senatore del Partito Comunista Italiano, lavorò alle indagini sulla loggia P2 e sull’omicidio di Aldo Moro

Giorgia Tedesco

Sergio Flamigni, è morto all’età di 100 anni. L’annuncio è stato dato dall’Archivio che porta il suo nome. Definendo la sua vita un costante impegno per la democrazia, la Costituzione, le istituzioni e la memoria storica. Flamigni si è spento nell’ospedale di Bracciano, dove era ricoverato.

Biografia di Sergio Flamigni

Nato a Forlì nel 1925, fin da giovanissimo si unì ai gruppi antifascisti della sua città. E poi, al Partito Comunista clandestino. Fu attivo nella Resistenza e iniziò la sua carriera politica come parlamentare nel 1968. Restando alla Camera dei deputati per tre legislature prima di passare al Senato. Sempre all’interno del PCI. Durante i suoi incarichi parlamentari si distinse per il lavoro nelle Commissioni Antimafia e nelle Commissioni d’inchiesta sul caso Moro. MA anche sulla loggia massonica P2. Quest’ultima sciolta dal Parlamento con l’approvazione di una legge voluta proprio dalla commissione. Flamigni dedicò gran parte della sua attività di ricerca al caso Moro, esaminandolo attraverso atti, documenti e testimonianze. E producendo numerose opere tra cui:

  • La tela del ragno
  • Trame atlantiche
  • Convergenze parallele

Nel 2005 fondò l’Archivio Flamigni, un centro unico di documentazione che conserva una vasta raccolta di materiali su terrorismo, stragi, mafia, P2 e la storia politica del Novecento, diventando un punto di riferimento per ricercatori, magistrati e studenti.

L’omaggio al celebre comunista

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha ricordato Flamigni sottolineandone la ricerca incessante della verità. Ha elogiato l’immenso valore dell’Archivio Flamigni, che costituisce una risorsa fondamentale per comprendere temi complessi come terrorismo e mafia. Ha messo in evidenza il suo contributo alla difesa della democrazia e alla conservazione della memoria storica. Esprimendo sentita gratitudine per il suo operato. Anche Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, lo ha commemorato. Definendolo una personalità straordinaria, profondamente impegnata nel rafforzare la democrazia. Ha ricordato con orgoglio come, attraverso l’Archivio Flamigni – oggi custodito dalla Regione Lazio in uno spazio dedicato a Roma – il suo importante lascito continuerà a essere valorizzato per le generazioni future.