Mustafa Erdem, la tragedia: si lancia dal balcone a Milano, dopo aver fumato marijuana

Giorgia Tedesco

Una tragedia ha scosso Milano, dove Mustafa Erdem, un giovane studente turco di 23 anni, ha perso la vita gettandosi dal balcone di un bed and breakfast situato in via Antonio Da Recanate. Proprio nei pressi della Stazione Centrale.

La storia di Mustafa Erdem

Mustafa, che frequentava un’università locale, era arrivato nella città lombarda insieme al fratello maggiore di due anni. Il giorno precedente alla tragedia, i due avevano trascorso una giornata a Firenze, dove avevano acquistato marijuana legale in un canapa shop. Tornati a Milano, i due fratelli si erano ritirati nella loro struttura ricettiva. Decidendo di consumare la sostanza acquistata poche ore prima. Secondo il racconto del fratello maggiore, Mustafa avrebbe iniziato a manifestare comportamenti strani. A pronunciare frasi sconnesse. Fin poi per gettarsi improvvisamente dalla finestra. Una scena drammatica che ha lasciato il testimone devastato e senza parole.

L’arrivo dei soccorsi e l’intervento delle forze dell’ordine

Quando i sanitari dell’Areu sono giunti sul posto, purtroppo non hanno potuto fare più nulla. Il macabro episodio ha fatto scattare due inchieste: una a Milano, dove si è consumata la tragedia, e l’altra a Firenze, città in cui è stata acquistata la sostanza. Il fratello della vittima ha dichiarato che Mustafa sembrava essere stato colto da allucinazioni, un dettaglio che ha portato le autorità a indagare sulla possibile alterazione del prodotto comprato nel vicino negozio.

Le forze dell’ordine, coordinate dalla procura di Firenze, hanno sequestrato circa 10 kg di cannabis legale presso l’attività incriminata per procedere con le analisi necessarie e verificare se il prodotto rispettasse i limiti consentiti di THC stabiliti dalla legge. Il titolare del negozio è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto, in attesa di ulteriori accertamenti.

Assistito dal suo legale, l’uomo ha dichiarato di aver acquistato quel lotto durante una fiera a Praga e di aver fornito tutti i documenti fiscali utili a dimostrare la regolarità della transazione. Ha inoltre affermato di essere totalmente inconsapevole di eventuali alterazioni del prodotto. Parallelamente, gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete dei clienti che potrebbero aver acquistato parti dello stesso lotto sequestrato.

L’operazione appare però complessa, dato che le vendite avvenivano sia al banco che attraverso distributori automatici. Adesso, si attendono i risultati delle analisi per capire se la sostanza potesse aver avuto un ruolo diretto nell’alterazione psichica che ha portato Mustafa a compiere l’estremo gesto.