Ogni anno, quando ci si avvicina al Natale, ritorna sempre la stessa domanda: “Ma la Novena quando comincia?”
È una di quelle tradizioni che molti vivono da sempre, quasi in automatico, ma quando si prova a fissare una data precisa ci si accorge che non è così scontato.
Nel 2025, poi, la questione merita due parole in più, perché non esiste un’unica risposta. O meglio: ci sono due strade possibili, entrambe legittime, entrambe radicate nella storia della devozione popolare.
E allora andiamo con ordine, senza formule rigide: cosa prevede la tradizione? E soprattutto, che cosa accadrà nel 2025?
La versione più seguita: la Novena dal 16 dicembre
Nella maggior parte delle parrocchie italiane, quella “classica”, la Novena di Natale comincia il 16 dicembre e termina, puntuale, la sera del 24 dicembre.
Nove giorni esatti. Una sorta di piccolo cammino quotidiano che accompagna alla festa più attesa dell’anno.
Molti se la ricordano da bambini: le chiese più piene del solito, i canti che si ripetono ogni sera, i gruppi dei più piccoli che preparano recite, letture o pensierini.
È una tradizione semplice, ma proprio per questo così resistente: rassicura, fa atmosfera, porta un po’ di ordine nelle giornate frenetiche di dicembre.
Anche nel 2025, per la maggior parte dei fedeli italiani, la Novena inizierà così: con quel piccolo appuntamento quotidiano che va dal 16 alla vigilia.
L’altra tradizione: la Novena che parte il 30 novembre
C’è però un’altra forma, forse meno conosciuta ma molto antica.
In alcune comunità la Novena comincia il 30 novembre, giorno dedicato a Sant’Andrea Apostolo, e prosegue ogni giorno fino al 24 dicembre.
Non è una novena nel senso “numerico” del termine: è piuttosto un percorso spirituale lungo quasi un mese, una preghiera costante che attraversa tutto l’Avvento.
Questa versione ha un tono più meditativo. Non prevede celebrazioni quotidiane così strutturate come nelle parrocchie italiane, ma accompagna chi la pratica con una sorta di mantra ripetuto giorno dopo giorno.
È una forma adottata soprattutto in alcune realtà anglosassoni, anche se negli ultimi anni sta tornando in uso anche qui, tra chi vive la fede in modo più personale.
Perché esistono due date diverse?
Non è un errore né una confusione.
La Chiesa non ha mai imposto un’unica data ufficiale: la Novena non è un rito obbligatorio, ma una tradizione.
E come tutte le tradizioni, si è modellata nel tempo a seconda delle comunità e delle sensibilità.
La versione italiana insiste sui nove giorni simbolici.
Quella legata a Sant’Andrea, invece, punta sulla continuità della preghiera lungo tutto l’Avvento.
Due approcci diversi, nati in epoche diverse, ma entrambi perfettamente coerenti con lo spirito natalizio.
Cosa succede nelle chiese durante la Novena
Chi frequenta la parrocchia lo sa bene: le sere della Novena hanno un’atmosfera particolare.
Non c’è la solennità delle grandi feste, ma nemmeno la routine delle celebrazioni feriali. È un tempo di mezzo, più raccolto, in cui la comunità si ritrova con naturalezza.
Di solito si leggono brani della Scrittura dedicati all’attesa del Natale, si cantano melodie che evocano l’inverno, la famiglia, la nascita. A volte ci sono incontri dedicati ai bambini, altre volte semplici momenti di silenzio condiviso.
Insomma: non un rito formale, ma una pausa quotidiana che accompagna verso la notte della vigilia.
Quale data seguire nel 2025
Se l’obiettivo è seguire ciò che fanno le parrocchie italiane, la risposta è netta:
la Novena 2025 inizia martedì 16 dicembre.
Chi invece ama un percorso più lungo, intimo, e vuole vivere il mese di dicembre in modo più raccolto, può scegliere la forma che parte dal 30 novembre.
Non ci sono regole da rispettare: la scelta dipende dal proprio modo di vivere la fede o, semplicemente, dall’abitudine della propria comunità.
Nel 2025, come ogni anno, la Novena di Natale resta un appuntamento che unisce persone, famiglie, generazioni.
C’è chi la vive in chiesa, chi a casa, chi la alterna tra momenti di preghiera e piccoli gesti quotidiani.
Che cominci il 16 dicembre o il 30 novembre, il senso non cambia: è un percorso che invita a rallentare e a prepararsi al Natale con più consapevolezza.
Una tradizione semplice che continua a resistere, proprio perché non pretende nulla: chiede solo qualche minuto al giorno, ma restituisce un clima che nessun altro periodo dell’anno riesce a eguagliare.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






