Capita, camminando per Sestri Levante, di imbattersi in quei luoghi che sembrano trattenere aria, profumi e voci di un tempo più lento. La Sciamadda dei Vinaccieri Ballerini è uno di questi: una porta che si apre su un interno caldo, fatto di legno, luci basse e una cucina che racconta una storia più grande dei piatti che serve.
Entrando, si percepisce subito che qui non si è puntato sull’effetto speciale, ma sulla continuità con ciò che questa terra ha sempre offerto: semplicità , ingredienti veri, gesti ripetuti per generazioni.
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Tra Liguria e Mediterraneo: una storia che viaggia
Il cuore del progetto affonda le radici in una storia antica, quella delle comunità liguri che nel Cinquecento partirono verso la piccola isola tunisina di Tabarca. Da lì, dopo secoli di pesca e scambi, (non molti… quelli che non se ne sono andati sono diventati schiavi) si spostarono in Sardegna, fondando Carloforte e Calasetta. Con loro viaggiarono saperi, ricette, abitudini: un filo sottile che lega il Levante ligure a due pezzi di Mediterraneo più remoto.
Lo si ritrova nel menu, che alterna tradizione ligure — farinata, pesto, focacce — a piatti che arrivano da quella cultura tabarchina per cui il tonno diventa quasi un simbolo identitario. Non è curioso come un pesce possa raccontare secoli di migrazioni?
Accanto ai sapori della costa, compaiono anche piatti che parlano di contaminazioni più ampie, come il “Cascà ”, una preparazione di verdure e spezie che ricorda il couscous nordafricano, riletto però con ingredienti marini e della terra ligure.
Un ambiente che sa di bottega
In sala è costruita un grande tavolo da lavoro: un banco da falegname, che dà l’idea di un laboratorio più che di un ristorante formale, cassette di verdura, utensili ben in vista, una cucina aperta dove i movimenti dei cuochi diventano parte dello spettacolo quotidiano.
Qui la forma non sovrasta mai la sostanza. C’è un ritmo tranquillo, fatto di persone che entrano per un piatto veloce, famiglie che si fermano senza fretta, viaggiatori incuriositi dall’atmosfera. Niente frasi ad effetto, nessuna ricerca di stupire: solo una tavola che vuole raccontare da dove viene.
Ricette che rispettano il tempo
La cucina si muove tra preparazioni semplici e piatti piĂą identitari. La farinata, ad esempio, arriva al tavolo ma in un formato diverso da quella tradizionale, piĂą piccola e con quella crosta leggera che profuma di ceci che puoi assaporare ad ogni morso. Le paste riprendono ricette di mare e di terra, spesso con il tonno come protagonista, sfilettato, conservato, cucinato in modi diversi.
Le zuppe di mare, un tempo cibo povero dei pescatori, tornano nella Cassolla in versione piĂą ricca ma sempre fedele allo spirito originario. E poi le proposte di giornata, che cambiano con il pescato e con le verdure di stagione: un modo per non rendere mai il menĂą troppo prevedibile.
La storia dei Vinaccieri e degli ultimi loro eredi
Il Vinacciere è un mestiere antico, duro e affascinante, legato al mare, al commercio e a quelle leggende che da secoli accompagnano la nostra storia.
Una figura che nasce lungo la Riviera, nelle Cinque Terre e nel Tigullio, dove uomini coraggiosi caricavano vino sui loro Leudi e si spingevano fino all’Isola d’Elba, in Corsica, in Sardegna e persino in Sicilia.
Quei viaggi erano racconti di fatica e fortuna, di mare aperto e di scambi preziosi.
Ascoltando le vecchie storie e scrivendone di nuove,  gli ultimi Vinaccieri, Andrea e Daniele Ballarini, hanno raccolto questa eredità , innovandola senza tradirne lo spirito, grazie all’unico Leudo ancora operativo: il “Nuovo Aiuto di Dio”.
Da questa tradizione nascono progetti unici: i vini affinati nella più antica miniera di rame d’Europa, a Masso, vicino a Sestri Levante; le birre artigianali pregiate, realizzate con ricette segrete e infusi di erbe spontanee autoctone, frutto della collaborazione con Elisa e Simone.
Il Leudo: un patrimonio che vive
Il Leudo è parte della nostra identità .
Per secoli ha trasportato lungo l’“autostrada del mare” ogni genere di necessità : sabbia, legname, merci… e soprattutto vino, cuore pulsante dei commerci liguri.
Storici erano gli scambi con l’Elba, ma anche con la Corsica e la Sicilia.
Oggi ne sopravvivono appena una decina in tutta Italia, motivo per cui questo patrimonio merita di essere raccontato, difeso e vissuto.
Tra questi pochi superstiti c’è proprio il “Nuovo Aiuto di Dio”, di proprietà del dott. Gian Renzo Traversaro.
Grazie alla collaborazione con l’associazione Amici del Leudo, l’imbarcazione è tornata in mare nel 2011 ed è divenuta custode di una memoria che rischiava l’oblio.
A bordo si sono avvicendate figure storiche della nostra marineria:
- Tomaso “Marcello” Stagnaro, che ne seguì l’armamento
- Agostino Ghio “Giustinin”, timoniere di Marconi sull’Elettra e “Ancora d’Oro” nel 1961
- la famiglia Pissarello, commercianti da generazioni e anima dell’indimenticabile osteria di Riva Trigoso
La rinascita del commercio del vino
Per preservare questa storia, Andrea e Daniele Ballarini, soci dell’associazione e forti della tradizione vinicola di famiglia, hanno chiesto all’armatore di riprendere i commerci storici, in particolare quello del vino con l’Isola d’Elba.
Le botti sono state commissionate in Sicilia, dove esistono ancora bottai capaci di costruirle come un tempo, con gli stessi legni e le stesse tecniche adatte a resistere al mare.
Tutto questo ha richiesto un lavoro corale: l’armatore, i soci dell’associazione, artigiani, marinai, amici.
Ognuno ha messo la propria competenza al servizio di un’idea più grande.
Il risultato? Un successo immediato.
Oggi i vini dei Vinaccieri raccontano a ogni sorso una storia di mare, lavoro e bellezza.
Un luogo che custodisce un’ereditĂ
La Sciamadda non è solo un posto dove si mangia: è una piccola testimonianza della storia che attraversa questa parte di Liguria. Una storia fatta di partenze, ritorni, scambi e contaminazioni. Sedersi qui significa, in qualche modo, sfiorare quelle rotte antiche e assaggiare ciò che ne rimane oggi.
E se ti dicessimo che basta un piatto di tonno o una cucchiaiata di “Cascà ” per ritrovarti in un incrocio di culture lontane? A volte la geografia passa attraverso il gusto più di quanto sembri.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






