Prato perde Federico Mazzoni: stroncato da un malore mentre correva, cittĂ  incredula

Daniela Devecchi

Prato perde Federico Mazzoni: stroncato da un malore mentre correva, cittĂ  incredula

Quando la notizia è rimbalzata in città, molti hanno avuto la stessa reazione: “Impossibile, lui no.”
Perché Federico Mazzoni era uno di quelli che vedi sempre in movimento, uno che non si risparmia, uno che dietro le sigle e gli incarichi aveva un’energia che sembrava inesauribile.

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Un ingegnere nato e cresciuto a Prato

Aveva 70 anni, compiuti a maggio, e una vita profondamente intrecciata con la sua cittĂ . Prato non era solo il luogo in cui era nato, ma il posto dove aveva scelto di costruire tutto: studi, lavoro, relazioni, progetti, visione.

Si era laureato in Ingegneria civile all’Università di Firenze, nel 1981. Un percorso classico, solido, senza scorciatoie. Da ragazzo non amava mettersi in mostra, ma chi lo ha conosciuto allora racconta che aveva già quella determinazione tranquilla che poi è diventata la sua cifra.

Dopo la laurea era rientrato a Prato: prima le consulenze, poi la fondazione dello Studio Associato Barili & Mazzoni, dove per decenni si è occupato di opere civili, industriali, infrastrutture, perizie e consulenze tecniche.
Lo sapevi che molti interventi cittadini — quelli che non finiscono mai sui giornali ma fanno funzionare una città — passavano per le sue mani? Non faceva rumore, ma c’era.

La lunga stagione nelle istituzioni

Nel 1999 era diventato presidente dell’Automobile Club di Prato. Un ruolo che molti avrebbero considerato “di rappresentanza”. Per lui non lo è stato mai: in venticinque anni ha trasformato l’Aci in un luogo vivo, utile, riconosciuto.

Per un periodo aveva guidato anche il Comitato regionale degli Automobile Club della Toscana, fino al 2009.
Poi era arrivato l’incarico che più lo aveva messo in contatto con la città reale: Presidente dell’Edilizia Pubblica Pratese (EPP), per undici anni. Qui aveva seguito interventi di riqualificazione, efficientamento energetico, ampliamenti del patrimonio Erp. Un lavoro silenzioso, spesso invisibile, eppure decisivo per centinaia di famiglie.

Dal 2009 al 2014 aveva collaborato con il Comune di Prato come consigliere tecnico, una figura ibrida e preziosa: non politico, non dirigente, ma un punto di riferimento quando bisognava affrontare temi difficili come urbanistica, viabilitĂ , mobilitĂ , sicurezza.

Un uomo chiamato quando serviva qualcuno che conoscesse la cittĂ  senza bisogno di mappe.

La passione per le strade, i motori e le sfide

C’è un tratto che ha sempre accompagnato il nome di Mazzoni: i motori. Non come passatempo, ma come cultura.
Sotto la sua guida, l’Aci Prato aveva lanciato campagne di sicurezza stradale, progetti per i giovani, percorsi formativi, collaborazioni con scuole e istituzioni.

E poi c’è quella che molti ricordano come la sua scommessa più ambiziosa: portare la 1000 Miglia a Prato.
Un traguardo che sembrava impossibile, eppure nel 2021 la corsa storica è passata per la prima volta in provincia. L’evento è tornato poi nel 2024 e di nuovo nel giugno 2025, diventando un nuovo tassello dell’identità cittadina.

Ne parlava come di un sogno collettivo: “Non per me — avrebbe detto — ma per la città”.
Non è curioso come una persona possa cambiare il rapporto di un territorio con le sue strade?

Il malore: cosa è successo il 26 novembre 2025

Stava correndo lungo il Bisenzio, come faceva spesso. Era il suo modo per staccare, respirare, rimettere in ordine i pensieri.
Erano circa le 14:15 quando, all’altezza dei “Lecci”, Mazzoni ha accusato un malore improvviso. I soccorsi sono arrivati subito, il trasporto al Careggi è avvenuto in codice rosso. Ma non c’è stato nulla da fare.

La notizia della sua morte ha attraversato la cittĂ  in poche ore, lasciando incredulitĂ  e quella sensazione sgradevole che arriva quando se ne va qualcuno che, magari senza clamore, teneva insieme piĂą cose di quante si pensasse.

Le reazioni: una cittĂ  che si scopre piĂą orfana del previsto

Il cordoglio è arrivato da ogni parte: dal Comune di Prato, da Confindustria Toscana Nord, dall’EPP, dall’Aci, dagli amministratori, dai colleghi, dagli appassionati di motori.

Molti lo hanno definito “un uomo di visione”, altri “una mente brillante”, altri ancora “un riferimento per infrastrutture e mobilità”.
Parole che, lette così, sembrano formule. Ma nel suo caso non lo sono: perché Mazzoni era davvero abituato a guardare avanti, a immaginare cosa potesse diventare la città, non solo ciò che era.

EreditĂ : cosa lascia a Prato

Prova a pensarci: quante volte attraversiamo un ponte, una rotatoria, una strada ciclabile senza chiederci chi l’ha pensata? Quante volte ci muoviamo dentro una città che consideriamo “scontata”, senza pensare che qualcuno, invece, l’ha costruita centimetro dopo centimetro?

L’eredità di Mazzoni è proprio questa: la città concreta, quella che funziona, quella che non ha bisogno di effetti speciali per restare in piedi.

  • Le politiche per la mobilitĂ 
  • I progetti Erp
  • Le collaborazioni tecniche con il Comune
  • Le iniziative Aci
  • Il lavoro invisibile che diventa quotidiano

E forse, piĂą di tutto, il modo in cui ha unito competenza tecnica e senso civico.
Non serve retorica: basta guardare dove cammini, oggi.

FAQ

Chi era Federico Mazzoni?
Un ingegnere pratese, presidente dell’Aci Prato per 25 anni, figura di riferimento per mobilità, urbanistica e progettazione.

Quanti anni aveva?
Aveva 70 anni, compiuti a maggio 2025.

Di cosa si occupava come ingegnere?
Opere civili, industriali, infrastrutture, perizie tecniche e consulenze.

Quali incarichi pubblici ha ricoperto?
Presidente Aci Prato; presidente regionale degli Aci toscani; presidente EPP; consigliere tecnico del Comune.

Come è morto?
A causa di un malore improvviso mentre correva lungo il Bisenzio il 26 novembre 2025.