Milano non ci sta: la risposta dei girasoli in Via Dezza

Giorgia Tedesco

Non volete i girasoli? State a vedere! Questo sabato pomeriggio, 29 novembre, sarĂ  un momento significativo per la comunitĂ  del basket e non solo. Alle 14.30, sul campo di via Dezza, si raduneranno giocatori, famiglie, allenatori e appassionati per ricordare Alessandro, il ragazzo che sette anni fa, in quel luogo, perse la vita a soli 15 anni mentre giocava a pallacanestro con gli amici.

Un’abitudine speciale

In quel piccolo parco di Milano, c’è un angolo che da allora conserva la memoria di quel giovane, grazie al tenero gesto dei suoi genitori, Laura Scolari e Giorgio Meszely. Da maggio 2017, il girasole che regalano quotidianamente al figlio è diventato simbolo di amore e ricordo.

Ogni giorno, Laura porta il fiore nello stesso punto dove Alessandro cadde, un rito silenzioso che ha toccato il cuore dei residenti del quartiere. Quel girasole, semplice ma carico di significato, è rimasto per anni attaccato alla rete che circonda il campo, discreto e rispettoso. Negli ultimi mesi, però, questo simbolo ha cominciato a scomparire. Mani anonime lo hanno rimosso più volte, ma Laura non si è arresa.

Una risposta agghiacciante

Ha continuato a portare i girasoli, ogni volta rinnovando con dolce ostinazione il suo gesto d’amore. Per cercare di fermare chi lo strappava, ha lasciato un biglietto accanto al fiore: “Non strappatemi. Non mi sono piĂą rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro”. La risposta di queste mani ignote è stata dolorosamente crudele. Sullo stesso foglio hanno scritto: “Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera”. Una frase che ha indignato l’intera cittĂ , portando alla luce la freddezza del gesto e suscitando un’ondata di solidarietĂ  nei confronti della famiglia Meszely.

Ma Milano non si ferma, Milano urla

Milano ha mostrato il suo volto migliore dopo questa vicenda. Raccontata dal Corriere della Sera, ha scatenato una grande mobilitazione sui social e tra i cittadini. Messaggi di affetto e supporto si sono moltiplicati in poco tempo. In molti hanno espresso la volontà di rispondere alla cattiveria con un’azione collettiva e simbolica: Inondiamo Milano di girasoli.

Così, la comunità basket cittadina si darà appuntamento proprio sul campo di via Dezza per portare un girasole e commemorare Alessandro. L’iniziativa vuole dimostrare che l’umanità e la solidarietà possono superare qualsiasi crudeltà. Sabato 29 novembre non sarà solo un giorno di memoria; sarà un momento in cui Milano mostrerà che i piccoli gesti d’amore sanno rendere grande una città.