Il nome Craxi continua a pesare nella politica italiana, e Bobo Craxi – figlio dell’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi – è uno dei protagonisti più discussi di questa eredità.
Non solo “figlio di”.
Non solo memoria storica del PSI.
Bobo Craxi è un politico che negli ultimi vent’anni ha attraversato governi, sconfitte, rinascite e un socialismo italiano frammentato, cercando di mantenerne viva la tradizione.
Negli ultimi mesi il suo nome è tornato a circolare con forza nelle analisi politiche e nelle cronache sulle forze socialiste italiane.
Ecco chi è davvero.
Perché si parla di Bobo Craxi
Il dibattito sul ruolo dei partiti riformisti, l’attenzione mediatica sull’eredità di Bettino Craxi e le discussioni interne al mondo socialista riportano spesso Bobo al centro della scena.
A ciò si aggiungono le sue prese di posizione su Mediterraneo, esteri e politica progressista, temi su cui interviene regolarmente come opinionista.
Frase breve: il suo nome pesa ancora.
Le origini: la famiglia Craxi e la formazione
Bobo Craxi, all’anagrafe Vittorio Michele Craxi, è nato a Milano il 6 agosto 1964.
È figlio di Bettino Craxi, una delle figure più influenti della storia politica italiana del Novecento, e fratello di Stefania Craxi, oggi parlamentare e volto noto del centrodestra.
Cresce in un ambiente politico intenso, respirando socialismo, relazioni internazionali e dibattito pubblico sin da giovanissimo.
Dopo gli studi in ambito politico-sociale, inizia a muovere i primi passi nel mondo socialista, seguendo la scia familiare ma cercando una propria identità.
Carriera politica: dall’esordio in Parlamento al ruolo nel governo
L’ingresso alla Camera
Nel 2001 viene eletto deputato alla Camera dei Deputati nel collegio Sicilia 1. È l’inizio ufficiale della sua carriera parlamentare.
Quella legislatura lo inserisce in un percorso complesso: non solo il ruolo da deputato, ma anche un punto di partenza in un’epoca in cui il socialismo viveva una trasformazione profonda.
La fondazione del Nuovo PSI
Subito dopo partecipa alla fondazione del Nuovo Partito Socialista Italiano (NPSI), nato nel 2001 per mantenere viva la tradizione socialista dopo la diaspora seguita a Tangentopoli.
Un passaggio importante, che definisce il suo posizionamento politico.
Il ruolo nel governo Prodi
Tra il 2006 e il 2008 Bobo Craxi è sottosegretario agli Affari Esteri nel governo di Romano Prodi.
Ha la delega ai rapporti con le Nazioni Unite e agli affari economici internazionali.
È probabilmente il momento più rilevante della sua carriera istituzionale.
Le tappe più recenti
Negli anni successivi continua a essere protagonista del mondo socialista riformista.
Nel 2022 si candida nel collegio Sicilia 1-02, ottenendo circa il 15% dei voti senza riuscire a rientrare in Parlamento.
Da allora prosegue l’attività da dirigente, commentatore politico e autore.
La sfida dell’eredità Craxi
Essere figlio di Bettino non è una cornice neutra: è un peso e una forza allo stesso tempo.
Bobo Craxi viene spesso valutato in rapporto alla figura del padre, sia dai detrattori che dai sostenitori.
Molti ricordano le sue parole sul mancato ritorno in Italia di Bettino negli ultimi anni di vita, definito “una vergogna” in diverse interviste.
Eppure c’è un punto che Bobo rivendica sempre: voler proporre un socialismo moderno, adatto ai tempi, capace di parlare a un’Italia profondamente cambiata.
Vita privata e curiosità
Bobo Craxi è riservato ma non scompare dai social, dove commenta spesso temi geopolitici, riformismo e Mediterraneo.
È appassionato di calcio e di storia politica, settori che tornano spesso nei suoi interventi pubblici.
Ha partecipato negli anni alla stesura di saggi e riflessioni sul socialismo italiano, alcuni dedicati proprio all’analisi del ruolo del padre.
Come viene percepito oggi
- Sostenitori: lo considerano uno degli ultimi rappresentanti autentici del socialismo italiano, un ponte fra memoria storica e modernità.
- Critici: lo accusano di non essere riuscito a costruire una leadership autonoma rispetto al peso della famiglia.
- Opinionisti: lo vedono come voce costante e competente in materia di politica estera e riformismo.
Domanda retorica: può ancora diventare un riferimento nazionale del socialismo?

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






