Ferrara dice addio a Giorgio Cappelli: chi era il panettiere che ha nutrito una città per oltre quarant’anni

Daniela Devecchi

Ferrara dice addio a Giorgio Cappelli: chi era il panettiere che ha nutrito una città per oltre quarant’anni

Ci sono vite che scorrono silenziose ma lasciano un segno fortissimo. Figure che, senza cercare i riflettori, diventano parte della memoria di una comunità. A Ferrara, per tanti, quel volto era quello di Giorgio Cappelli, panettiere dal 1971 e custode di un mestiere che ha accompagnato l’alba di generazioni intere.
Se chiedi ai ferraresi di una certa età, molti ricordano il profumo del suo pane quando la città si stava appena svegliando. Non è curioso come certi odori riescano a riportarti a un tempo preciso, quasi più di una fotografia?

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Da Cesena a Ferrara: una vita che trova direzione

Nato a Cesena nel 1954, Giorgio arriva a Ferrara ancora giovane. Una città che diventerà la sua dimensione naturale, il luogo dove costruire tutto ciò che conta. Finita la scuola, entra come apprendista nel Panificio Bertelli. È lì che capisce davvero cosa significhi fare il pane: ascoltare gli impasti, guardare le mani degli anziani, intuire la temperatura senza bisogno di strumenti.
Lo sapevi che molti panettieri “sentono” l’impasto prima ancora di vederlo? C’è qualcosa di quasi musicale in quel gesto.

Il primo laboratorio e l’avventura con il fratello Bruno

Il 1971 è un anno che fa da spartiacque. Giorgio e il fratello Bruno decidono di aprire il loro primo panificio in via Rosa Angelini. È un inizio piccolo, ma pieno di entusiasmo. Passa solo un anno e l’attività si sposta in via Arianuova: segno che la comunità risponde, si fida, torna.

Nel 1980 arriva l’approdo in via Ripagrande, una bottega che per molti ferraresi diventerà un punto di riferimento. E nel 1987, quando Giorgio apre il panificio in via Porta Catena, la sua avventura diventa una presenza stabile nella vita della città.
Pensa a quante storie, quante colazioni, quante domeniche sono passate attraverso quelle vetrine.

Dal lavoro quotidiano alla trasmissione del mestiere

Per quasi trent’anni, fino al 2014, Giorgio lavora con il ritmo dei panettieri veri: l’alba che arriva mentre il forno è già acceso, la città che dorme e la pasta che cresce. È una dimensione fatta di silenzi, rituali e gesti che non si improvvisano.

Quando decide di ritirarsi dall’attività commerciale, non allontana però le mani dal banco da lavoro. Si dedica a insegnare, a seguire il figlio Gianluca e il nipote Jacopo, a trasmettere quella tradizione familiare che non passa da un libro di ricette, ma dal modo in cui si impugna la pasta.
E se ti dicessimo che proprio questo passaggio tra generazioni è uno dei fili più forti della sua storia?

Un riconoscimento che parla di impegno e tenacia

Il 28 marzo 2004, Giorgio riceve dal Presidente della Provincia di Ferrara, Pier Giorgio Dall’Acqua, l’onorificenza di Maestro Artigiano della Panificazione.
Una targa può sembrare piccola, ma in realtà racchiude migliaia di ore di lavoro, tante albe e la pazienza di chi sceglie un mestiere antico e lo porta avanti con coerenza.

Quando le mani raccontano più delle parole

Nel 2017, Cappelli partecipa a un reportage di Simona Mulazzani per la trasmissione Bel tempo si spera su TV2000, condotta da Lucia Ascione.
Poi, nel 2019, appare nel video celebrativo del 70º anniversario di Confartigianato Ferrara. Le mani che impastano, nel filmato, sono le sue: in quei movimenti lenti e sicuri c’è tutta la sua storia.
Non serve dire nulla quando il gesto parla così chiaramente.

La famiglia: il centro della sua vita

Accanto a Giorgio ci sono sempre stati la moglie Anna, i figli Gianluca e Francesca, e i nipoti Jacopo, Thomas e Massimo. Una famiglia che ha attraversato insieme botteghe, progetti e una tradizione che continua ancora oggi, grazie alle nuove generazioni.

L’ultimo saluto

Le esequie si terranno venerdì 21 novembre, alle 10.40, nella Chiesa di San Cristoforo alla Certosa, uno dei luoghi più legati alla memoria della città.

Una presenza che resta nelle abitudini di Ferrara

Cosa resta di una vita dedicata al forno, agli impasti, al ritmo lento degli artigiani?
Resta l’eredità che non ha bisogno di grandi parole: quella fatta di insegnamenti, di profumi riconoscibili, di storie di quartiere. Resta la sensazione che, in una città come Ferrara, certe figure continuino a camminare accanto a noi attraverso ciò che hanno costruito.

E forse, alla fine, è proprio questo che distingue un semplice lavoro da una vita intera.


FAQ

Chi era Giorgio Cappelli?
Un panettiere nato a Cesena e attivo per oltre quarant’anni a Ferrara, punto di riferimento per la tradizione artigiana locale.

Quali panifici ha gestito?
Nel corso degli anni i suoi panifici si sono trovati in via Rosa Angelini, via Arianuova, via Ripagrande e via Porta Catena.

Ha ricevuto riconoscimenti ufficiali?
Sì: nel 2004 ha ottenuto il titolo di Maestro Artigiano della Panificazione dalla Provincia di Ferrara.

Ha preso parte a programmi o progetti pubblici?
Nel 2017 ha partecipato a un reportage su TV2000 e nel 2019 è apparso nel video celebrativo di Confartigianato Ferrara.

Quando si terranno le esequie?
Venerdì 21 novembre alle 10.40, nella Chiesa di San Cristoforo alla Certosa.