C’è chi lascia il segno con grandi gesti e chi, invece, lo fa con la semplicità del quotidiano. Ad Amalfi, il nome di Fortunato Apicella appartiene alla seconda categoria: una presenza costante, una figura che molti ricordano all’alba, quando il profumo del pane annunciava un altro giorno in Costiera. La sua scomparsa, a 92 anni, ha riportato alla memoria un pezzo di città che non c’è più.
In effetti la storia di un forno può diventare la storia di un intero paese.
Età e origini: una vita legata alla Costiera
Fortunato Apicella si è spento a 92 anni, un’età che racconta di un’esistenza lunga e operosa. Di lui, gli amalfitani ricordano soprattutto la continuità: iniziò a lavorare giovane, come tanti ragazzi della zona, quando il forno era insieme mestiere, famiglia e responsabilità.
Non ci sono molte notizie sui suoi primi anni, ma chi lo ha incrociato dietro il bancone lo descrive come uno che “non mancava mai”. Non ti sorprende quanto possa essere raro, oggi, un legame così fedele con il proprio lavoro?
Il Panificio Apicella: un simbolo di Amalfi
Dire “Panificio Apicella” significa toccare una parte affettiva della città. C’è chi ricorda la pizza calda presa dopo cena, chi le brioche ancora tiepide da mangiare sui gradini del Duomo, chi il pane da portare a casa la domenica mattina.
Fortunato ha attraversato intere generazioni dietro quel banco. Ha visto Amalfi cambiare, aprirsi al mondo, diventare una meta desiderata da milioni di persone. Eppure il forno è sempre rimasto lì, con la sua porta semplice, con l’odore che usciva sulla strada.
Non è curioso come certe botteghe resistano ai decenni quasi più degli edifici?
Il panificio, secondo vari racconti, avrebbe quasi un secolo di storia. Una longevità rara, custodita anche grazie a lui.
Un uomo, mille incontri
In una cittadina come Amalfi, le storie non servono raccontarle: si incrociano da sole. Fortunato salutava pescatori appena rientrati, ragazzi di scuola, turisti incuriositi, anziani che si affidavano alla stessa pagnotta da anni.
Molti lo ricordano per un gesto semplice: il modo in cui porgeva il sacchetto di carta, con una delicatezza quasi rituale. È strano come a volte il ricordo di una persona resti legato a un movimento quotidiano, non trovi?
Il saluto della città
I funerali si terranno il 19 novembre 2025 nella Cattedrale di Amalfi, con partenza dalla sua abitazione di via Casamare 7. A salutarlo c’erano la moglie Francesca, i figli Vincenzo, Alberto e Gerarda, la nuora Mariarosaria, il genero Carlo e i nipoti Fortunato, Francesca e Giovanni.
Una famiglia che porta avanti il nome, la memoria e, in parte, anche la tradizione.
Ciò che resta
Cosa rimane dopo una vita così lunga trascorsa tra farina, impasti e notti di lavoro?
Rimangono gli odori, i gesti, le abitudini. Resta la sensazione di aver incontrato qualcuno che, senza parole, ha fatto parte della crescita di un’intera comunità.
Fortunato Apicella e la tradizione del pane in Costiera
Amalfi è fatta di scorci splendidi, certo, ma anche di mestieri silenziosi. Il lavoro del fornaio è uno di quelli che cominciano quando la città dorme, eppure è proprio da lì che nasce un pezzo della sua identità. Fortunato apparteneva a quella generazione che costruiva senza apparire: un pane alla volta, una pizza notturna, una brioche condivisa tra amici.
A volte, è da queste piccole cose che si capisce davvero chi siamo.
FAQ
Quanti anni aveva Fortunato Apicella?
Aveva 92 anni.
Dove si sono svolti i funerali?
Nella Cattedrale di Amalfi, con partenza dalla sua abitazione in via Casamare 7.
Qual era la sua attività?
Era un fornaio storico, figura centrale del Panificio Apicella di Amalfi.
La famiglia prosegue la tradizione?
Il panificio è ancora presente ad Amalfi e resta un riferimento del luogo.
Si sa se fosse il fondatore dell’attività?
Le fonti online non lo indicano con certezza, ma il suo ruolo è stato fondamentale per la storia del forno.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






