Moncalieri, Torino: quindicenne rapito e picchiato nella notte di Halloween

Giorgia Tedesco

E’ successo una cosa particolarmente spiacevole a Moncalieri in questi giorni, e fa parte di quelle cose a cui in realtà nessuno di noi si abitua mai. Un ragazzo di soli quindici anni, con disabilità, è stato vittima di un episodio agghiacciante, proprio durante la notte di Halloween.

L’adescamento del ragazzo di Moncalieri: un raggiro disumano

Sembra, secondo le prime ipotesi, che il giovane sarebbe stato avvicinato con una scusa da un gruppo di coetanei, una banale, di quelle che sicuramente non ti aspetti possano rivelarsi nefaste. Il quindicenne è stato così condotto lungo le rive della Dora e sottoposto a violenze fisiche e psicologiche. Gli aggressori gli avrebbero rasato i capelli contro la sua volontà, spento una sigaretta sulla caviglia e, infine, spinto nel fiume.

Nonostante l’umiliazione e la mortificazione il ragazzo è riuscito appunto a tornare a riva e a chiedere aiuto. Immediatamente sono arrivati i paramedici, così è stato possibile trasferirlo all’ospedale Santa Croce. Il luogo dove ha ricevuto le cure necessarie ed è rimasto sotto osservazione.

L’aggressione si è consumata in un’area isolata lungo il corso d’acqua, non molto lontana dal centro abitato. Subito dopo averlo attirato con un pretesto, per poi sottoporlo a umiliazioni e torture fisiche e morali, il ragazzo è stato abbandonato nell’oscurità.

Le sue grida, così forti, così mortificate, così intense, sono state udite da alcuni passanti che tentavano di capire da dove provenissero, ma nell’oblio della notte è difficile vedere qualcosa; poi, grazie solo alla sua grande forza e determinazione, è riuscito a raggiungere la riva e mettersi in salvo. Successivamente, ha trovato rifugio bussando alla porta di un’abitazione nei pressi del corso Roma, da dove è stata allertata l’assistenza medica.

L’altra faccia del divertimento: la faccia di chi ha avuto paura, ma per davvero

Quando gli aiuti sono arrivati, il giovane era visibilmente scosso, ferito e infreddolito. Ricoverato in ospedale, è stato medicato e dimesso alcune ore dopo. La struttura sanitaria ha immediatamente denunciato gli avvenimenti orribili alle autorità. Le indagini, condotte dai carabinieri di Moncalieri, si concentrano prima di ogni cosa sull’identificazione dei responsabili. Quelli che sarebbero per lo più adolescenti o giovani appena maggiorenni.

I reati che si suppone siano stati commessi, al momento, sono sequestro di persona e lesioni aggravate, ma non si escludono ulteriori sviluppi in base agli approfondimenti che stanno venendo effettuati. E’ chiaro che si stia anche tentando di comprendere il movente e non solo, di capire un’eventuale premeditazione dell’atto. Sono state verificate testimonianze ed esaminati eventuali filmati delle telecamere della zona.

Le parole di una madre: quelle che ti graffiano dentro, anche se la madre non sei tu

Un ulteriore racconto emerge attraverso un post sui social pubblicato dalla madre del ragazzo. La donna descrive una versione differente dell’accaduto: suo figlio sarebbe stato costretto a trascorrere ore chiuso in una stanza, minacciato con un cacciavite, rasato su capelli e sopracciglia, e obbligato ad immergersi nelle acque del Po.

E stavolta, chi parla, ha nomi, e può accusare. Gli aggressori sarebbero due ragazzi e una ragazza, ragazzini appena adolescenti. Quelli che dovrebbero essere gli uomini e le donne di domani. E chissà se non ci sia da aver paura di questo. I ragazzi si sarebbero finti amici del ragazzo, solo per attirarlo nella trappola.

Gli aggressori, dopo aver completato le violenze, avrebbero restituito il cellulare al ragazzo prima di lasciarlo andare. La madre confessa di aver inizialmente creduto che il figlio fosse ospite del nonno quella notte, scoprendo l’orrore solo la mattina seguente. Concludendo il suo appello online, la donna ringrazia per la salvezza del figlio e chiede giustizia affinché simili atti non restino impuniti.