Lei è Margherita Bignardi e vive a Modena, la città in cui è nata. Fin da bambina ha avuto la fortuna di avvicinarsi al mondo del disegno, un’attitudine che deriva anche dall’influenza dell’amato nonno, disegnatore di cartoni animati. Parallelamente, grazie all’agenzia dei suoi genitori, Doc Design, ha potuto scoprire il mondo del design. Sin da subito ha nutrito una grande passione per il disegno a mano e per la creazione di abiti, due interessi che porta avanti ancora oggi con impegno e dedizione.
La formazione di Margherita Bignardi
Ha frequentato il Liceo Artistico A. Venturi di Modena, dove ha trascorso i primi due anni studiando il disegno dal vero e i restanti tre specializzandomi in architettura. In quel periodo ha acquisito competenze nell’utilizzo di programmi come Autocad e Archicad. I sistemi proprio della progettazione edile. Inoltre, ha avuto l’opportunità di svolgere uno stage di un mese presso lo studio di architettura Claudio de Gennaro. Luogo dove ha messo in pratica le conoscenze acquisite. Al termine del percorso liceale, per la maturità ha realizzato una tesina sul tema del made in Italy. Analizzando in essa quanto di ciò che indossiamo sia realmente prodotto interamente in Italia e quanta autenticità risieda dietro un’etichetta.
Spinta dalla volontà di esprimere la sua creatività e dalla curiosità di innovare nel settore, ha iniziato a cercare università legate al mondo della moda. Nel 2017 arriva allo IED di Milano, scegliendo l’indirizzo Fashion Design. I tre anni trascorsi allo IED sono stati impegnativi ma altamente formativi, grazie al confronto con professionisti che l’hanno guidata alla scoperta delle molteplici sfaccettature del fashion design. Durante il percorso accademico, ha imparato a sviluppare una collezione partendo dalle moodboard fino alla scelta della cartella colori e alla ricerca approfondita sui tessuti. Senza trascurare dettagli quali pesi, stampe e tipologie di materiali.
Quando la tesi universitaria parla di te: Thanatophobia
Questo percorso le ha permesso di maturare consapevolezza sulle proprie capacità e confermare la già nota passione nel creare qualcosa di unico e autentico, alimentata dalla curiosità e dalla voglia di crescere costantemente. Scelse di dedicare la sua tesi a un momento personale delicato e intenso, scegliendo come tema un’esperienza particolare vissuta. Il progetto le ha offerto l’opportunità di affrontare ciò che l’aveva segnata e trasformarlo in un atto creativo e liberatorio. Il titolo della tesi è Thanatophobia: Paralysis Sleep.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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