Ore sette e mezza del mattino, via Maggiore di Piavon. Una strada di provincia, immersa nella calma di chi accompagna i figli a scuola o si prepara a un’altra giornata normale. Poi, all’improvviso, un rumore secco, metallico. Un impatto che distrugge tutto. Un pullman Atvo carico di studenti diretti a Oderzo e un Suv Hyundai che arriva dalla corsia opposta. In un istante, la normalità si spezza.
Alla guida del Suv c’era Germano De Luca, 85 anni, di Fregona. È lui la vittima del terribile schianto. Per l’uomo, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Cinque studenti sono rimasti feriti e portati in ospedale, altri quindici contusi. L’autista del bus ha riportato lievi traumi, ma il vero dolore resta quello invisibile: la paura e lo shock di chi ha visto tutto.
L’incidente di Piavon di Oderzo
L’incidente è avvenuto alle 7.30 del mattino, il 29 ottobre 2025, lungo via Maggiore di Piavon, una strada frequentata ogni giorno da decine di studenti. Il pullman era partito da San Donà di Piave alle 6.30, su una corsa scolastica che attraversa Torre di Mosto e San Stino di Livenza, diretta a Oderzo.
Secondo le prime ricostruzioni, il Suv guidato da Germano De Luca avrebbe invasa la corsia opposta, schiantandosi contro il bus che procedeva in senso contrario. L’impatto è stato talmente violento da far ribaltare il pullman nel fossato a bordo carreggiata.
Sul posto sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco, le ambulanze, l’automedica, l’elicottero del Suem 118, i carabinieri e la polizia locale. Via Maggiore è stata chiusa per ore, mentre i soccorritori aiutavano gli studenti a uscire dai finestrini e stabilizzavano i feriti.
Chi era Germano De Luca
Germano De Luca aveva 85 anni e viveva a Fregona, in provincia di Treviso. Non era un automobilista spericolato, anzi: chi lo conosce lo descrive come un uomo riservato, tranquillo, abituato ai suoi ritmi lenti. Quel tragitto lo faceva spesso, come tanti anziani che preferiscono ancora guidare per sentirsi indipendenti.
Ma c’è un dettaglio che pesa come un macigno: guidava senza patente. Il documento non gli era stato rinnovato dopo la visita medica, come previsto per chi supera una certa età. Un aspetto che ora è al centro delle indagini e che riaccende il dibattito sulla sicurezza alla guida in età avanzata. Nessuno può dire se quella scelta — consapevole o meno — abbia influito sulla tragedia, ma resta un dato difficile da ignorare.
L’ipotesi del malore improvviso
Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica. L’ipotesi più accreditata è quella di un malore improvviso. Forse un collasso, forse un momento di perdita di coscienza. L’automobilista avrebbe così perso il controllo del Suv, finendo sulla corsia opposta.
Per l’autista del bus non c’è stato modo di evitare l’impatto. Lo scontro è stato frontale o quasi, e il pullman, pieno di studenti, ha perso stabilità fino a ribaltarsi nel fossato. Dentro, urla, vetri rotti, paura. Alcuni ragazzi sono riusciti a uscire da soli, altri sono stati aiutati dai compagni.
I soccorsi e lo shock dei ragazzi
Chi era lì racconta scene che difficilmente si dimenticano. Studenti tremanti, alcuni in lacrime, che si tengono per mano. Insegnanti e genitori arrivati di corsa. E poi i sanitari che si muovono tra i sedili piegati, le sirene che riempiono l’aria.
Cinque studenti sono stati portati in ospedale per accertamenti. Nessuno in pericolo di vita, ma il trauma resta. Altri quindici sono stati medicati sul posto. Anche l’autista del bus, rimasto ferito in modo lieve, è stato portato al pronto soccorso.
L’inchiesta e l’autopsia
La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare le cause esatte dello schianto. È stata disposta l’autopsia sul corpo di Germano De Luca per capire se un malore sia stato davvero la causa dell’invasione di corsia.
Nel frattempo, la polizia locale e i carabinieri di Cessalto hanno acquisito i rilievi e i filmati della zona, per ricostruire con precisione il momento dell’impatto. Ci vorranno giorni, forse settimane, per avere risposte certe.
Il cordoglio e la nota di Atvo
La società Atvo ha diffuso una nota esprimendo profondo cordoglio per la vittima e vicinanza ai ragazzi coinvolti. La corsa interessata, spiegano, è quella dedicata agli studenti diretti alle scuole di Oderzo. Cinque giovani e l’autista sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti, mentre gli altri passeggeri sono stati assistiti e poi riaccompagnati a casa.
Nelle scuole, la notizia si è diffusa in fretta. Alcuni professori hanno sospeso le lezioni per permettere agli studenti di parlare, di elaborare lo spavento. A Oderzo e a Fregona, la comunità si stringe attorno alle famiglie.
Un paese sotto choc
Non serve la retorica per descrivere quello che si prova dopo un incidente così. C’è chi si sente fortunato, chi in colpa, chi semplicemente non riesce a credere che sia successo davvero. Le strade del mattino, i percorsi di sempre, improvvisamente cambiano volto.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






