Chi è Viktor Orbán: età, biografia, carriera, vita privata e il rapporto con Giorgia Meloni

Serena Comito

Chi è Viktor Orbán: età, biografia, carriera, vita privata e il rapporto con Giorgia Meloni

Non esiste leader europeo che divida e accenda gli animi come Viktor Orbán. Da anni ormai, il suo volto è diventato il simbolo dell’Ungheria che si oppone a Bruxelles, che rivendica orgoglio nazionale e che, nel bene e nel male, detta la linea in patria senza mai indietreggiare. Ma chi c’è dietro la corazza del politico?

Dalle campagne ungheresi alle aule universitarie

Viktor Mihály Orbán nasce il 31 maggio 1963 ad Alcsútdoboz, un paese rurale non lontano da Budapest. La famiglia è quella di una media borghesia che punta tutto sull’istruzione: papà ingegnere agronomo, mamma insegnante. Si trasferisce con i genitori e i fratelli a Székesfehérvár, dove frequenta il liceo e inizia a maturare quella fame di cambiamento che segnerà tutta la sua carriera.

Negli anni Ottanta si iscrive a Giurisprudenza all’Università Eötvös Loránd di Budapest e si laurea nel 1987. Ma la svolta arriva poco dopo, con una borsa di studio all’Università di Oxford. Qui approfondisce la filosofia politica e si avvicina ai movimenti anticomunisti proprio mentre l’Est Europa sta per cambiare per sempre.

L’inizio di una carriera fuori dagli schemi

Il nome di Orbán inizia a circolare nell’Ungheria che sogna la libertà. Nel 1988 fonda il Fidesz, allora movimento di giovani liberali. Solo un anno dopo, durante i funerali solenni di Imre Nagy, Orbán sale sul palco e chiede pubblicamente il ritiro delle truppe sovietiche. Un discorso che lo trasforma, di colpo, in protagonista.

Nel 1990 viene eletto deputato e nel 1998, a soli 35 anni, conquista per la prima volta il titolo di Primo ministro. La sua prima stagione di governo è segnata da riforme e apertura al mercato, ma la vera “rivoluzione Orbán” arriva dopo il 2010, quando torna al potere e non lo molla più.

Il modello Orbán: potere, identità, scontro con Bruxelles

Quella che all’inizio sembrava una parentesi è diventata la nuova normalità per gli ungheresi. Orbán riscrive la Costituzione, cambia le regole della magistratura e porta i media pubblici sotto il controllo del governo. Tutto questo tra accuse europee di autoritarismo e risposte taglienti: “Difendo la sovranità del mio Paese”.

I suoi sostenitori lo vedono come un leader forte che ha garantito stabilità e crescita. I detrattori lo accusano di aver ridotto lo spazio democratico e la libertà di stampa. Lui, intanto, tira dritto e continua a vincere.

La vita privata dietro il politico

Poco incline ai gossip, Orbán tiene molto alla sua famiglia. Dal 1986 è sposato con Anikó Lévai, giurista, scrittrice e anima riservata della sua vita. Insieme hanno cinque figli, quattro ragazze e un maschio, e si dividono tra Budapest e la campagna. Lui è calvinista, lei cattolica: due mondi che convivono sotto lo stesso tetto.

C’è però un’altra grande passione: il calcio. Orbán è tifoso sfegatato, tanto che ha voluto uno stadio proprio nel suo villaggio natale e segue le partite del Ferencváros come un ragazzo.

Meloni e Orbán: sintonia (quasi) perfetta

Nella scacchiera europea, uno dei pochi leader con cui Orbán si trova davvero in sintonia è Giorgia Meloni. I due condividono una visione comune su valori come famiglia, radici cristiane, difesa dell’identità. Nel 2024, durante un incontro a Roma, il premier ungherese ha definito Meloni “una sorella cristiana”. Un’affermazione che ha fatto rumore e che fotografa un rapporto fatto di rispetto, alleanza e obiettivi comuni su temi come immigrazione e politiche sociali.

Non è un’alleanza ufficiale, ma una collaborazione che mostra quanto i nuovi equilibri europei passino anche da queste relazioni.

Un leader che divide

Difficile restare neutrali davanti a Viktor Orbán. Milioni di ungheresi lo considerano il garante dell’identità nazionale, altri lo accusano di aver cambiato la democrazia dall’interno. Le critiche dall’Unione Europea non si contano, ma Orbán sembra saper capitalizzare ogni attacco, usando il conflitto con Bruxelles come leva di consenso.

Chi lo dà per finito, ogni volta, deve ricredersi: finché il voto popolare lo sostiene, il modello Orbán rimane il riferimento per chi cerca in Europa una strada alternativa.

FAQ

Quanti anni ha Viktor Orbán?
Nato nel 1963, ha 62 anni.

Da quando governa l’Ungheria?
È tornato al potere nel 2010 e da allora non ha mai perso un’elezione.

Chi è la moglie?
Anikó Lévai, giurista e scrittrice, molto attiva nel sociale.

Cosa lo lega a Meloni?
Una sintonia politica su temi identitari, radici cristiane e visione sovranista d’Europa.

Perché fa discutere?
Ha concentrato molto potere nelle sue mani e ha cambiato profondamente la politica e la società ungherese, tra sostenitori entusiasti e critiche aspre.