Economia in Italia: l’occupazione cresce, ma le condizioni di vita no

Giorgia Tedesco

In Italia, il numero degli occupati è in crescita costante dal 2014. Quindi, ben prima che l’attuale governo si attribuisse il merito di questo risultato. L’incremento dell’occupazione continua a superare di gran lunga lo scarso aumento della produzione: causando effetti negativi sulla produttività del lavoro. Parallelamente, il tasso di disoccupazione si dunque è ridotto. Tuttavia, vi è margine per una riduzione ulteriore.

Un’occupazione non particolarmente buona

Si evidenzia comunque come molti impieghi siano di scarsa qualità: temporanei, precari e spesso sottopagati; soprattutto per giovani, donne e abitanti del Mezzogiorno. Si tratta di occupazione tutt’altro che “buona” quindi. Al di là dell’importanza di misure come il salario minimo, un aumento complessivo dei salari e migliori condizioni di lavoro richiedono una crescita economica più sostenuta. Tuttavia, la crescita economica in Italia è stagnante da circa trent’anni, con indici che rimangono quasi sempre sotto l’un percento.

Il miglioramento dei dati sull’occupazione e la discesa della disoccupazione sono avvenuti principalmente a causa della riduzione dei salari reali e della quota del lavoro sul reddito nazionale; insieme alla sostituzione del capitale con forza lavoro nelle imprese che non avanzano tecnologicamente. I principali fattori della crescita, ossia l’accumulazione di capitale e il progresso tecnico, appaiono quasi completamente bloccati.

La scelta degli imprenditori: non ci sono investimenti

Gran parte delle imprese ha scelto di non intraprendere il rischio dell’innovazione e degli investimenti, preferendo assicurarsi guadagni attraverso exploit come salari bassi, una valuta sottovalutata e scarsa concorrenza. A ciò si aggiunge poi un rapporto problematico con lo Stato; lo stesso che ha facilitato profitti indebiti mediante appalti sopravvalutati, concessioni agevolate, evasione fiscale e contributi alle produzioni e agli investimenti dal valore discutibile.

Al tempo stesso, i governi di vari orientamenti politici hanno mancato l’attuazione delle politiche necessarie. Guardando al presente e al futuro, emerge la necessità di agire rapidamente per affrontare le sfide dettate dal contesto internazionale incerto, caratterizzato da tensioni geopolitiche e politiche economiche globali sfavorevoli che mettono a rischio le esportazioni italiane. Una strategia efficace dovrebbe includere azioni come incentivare la rivalità tra imprese eliminando garanzie di profitto; risanare il bilancio pubblico tramite una riduzione delle spese non-sociali e combattere l’evasione fiscale.

Il problema della sanità in Italia

Un’economia che comunque non contribuisce a uno dei principali settori di sopravvivenza. Nel settore sanitario invece, i tempi d’attesa continuano a crescere, mentre aumentano anche le inefficienze del sistema. Molte persone rinunciano a curarsi, respinte da un sistema sanitario che non riesce a soddisfare le loro esigenze; senza alternative disponibili. In un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei costi delle cure, la spesa sanitaria totale ha subito una riduzione impressionante del PIL. La parte di spesa pubblica è stata ridimensionata, mentre l’incremento della componente privata è salito drasticamente. Questo per comprendere come economia e società rimangono strettamente intrecciate.