Francesco Recami è morto. E’ stato un coriaceo, polemico e acuto polemista, ma soprattutto un uomo di straordinaria cultura. E’ stato molto più di un semplice autore di gialli, effettivamente. Cosa sappiamo davvero di lui?
Biografia di Francesco Recami
Nacque a Firenze nel 1956. E si è spento oggi, all’età di 69 anni. La sua carriera iniziò con la stesura di testi divulgativi e guide di montagna, proseguendo poi con due romanzi per ragazzi. Assassinio nel paleolitico e Trappola nella neve. Il grande passo verso la narrativa per adulti giunse nel 2006, però; con L’errore di Platini. Pubblicato da Sellerio. Opera che lo consacrò immediatamente al successo.
Identikit dell’indole di Recami
Autore tenace e provocatorio, profondamente legato alla sua città natale, la splendida Firenze. Città a cui Recami dedicò molte delle sue opere, arricchendole con un’intensa curiosità intellettuale. E una scrittura capace di alternare leggerezza affilata, e incisiva ferocia. La sua essenza più autentica rifletteva il carattere tipico del fiorentino. In pochi anni, Recami dimostrò di essere ben più che un semplice giallista; bensì, si rivelò uno scrittore completo, capace di spaziare fra generi e tematiche diverse.
Le opere del celebre scrittore
Opere come Il correttore di bozze e Il superstizioso conquistarono sia pubblico che critica. Con quest’ultimo che sfiorò la vittoria del prestigioso Premio Campiello. Entrando in finale. Nel 2009 ottenne il riconoscimento di Scrittore Toscano dell’Anno, con Il ragazzo che leggeva Maigret. Mentre nel 2010 il suo Prenditi cura di me finì tra i finalisti del Premio Strega. La sua produzione letteraria proseguì ininterrotta e sempre sotto l’egida di Sellerio. Tra le opere più apprezzate ci sono La casa di ringhiera, Gli scheletri nell’armadio, Il segreto di Angela e Il caso Kakoiannis-Sforza. Recami regalò, inoltre, ai lettori L’uomo con la valigia. E la raccolta di racconti: Piccola enciclopedia delle ossessioni, vincitrice del Premio Chiara.
Un autore che non smetteva mai di sorprendere, il grande Francesco. Capace di lasciare un segno profondo nella narrativa italiana contemporanea.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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