FIC, 75 anni di ingegno italiano: dalla Valchiavenna al mondo

Daniela Devecchi

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FIC, 75 anni di ingegno italiano: dalla Valchiavenna al mondo

Ci sono aziende che crescono senza mai dimenticare da dove vengono. In Valchiavenna, tra le montagne di Mese, l’ingegneria e la manualità si incontrano ogni giorno dentro gli stabilimenti della FIC S.p.A.. Parliamo di una realtà italiana che da oltre settant’anni progetta e produce soluzioni per lo scambio termico.

L’’azienda, fondata nel 1950, è diventata nel tempo un punto di riferimento in diversi settori produttivi. Dal lattiero-caseario alla gelateria artigianale, dall’enologia all’industria chimica ed energetica. Il suo percorso racconta una storia di competenza tecnica e radicamento territoriale, dove l’innovazione nasce da mani esperte e idee concrete.

Un’impresa che cresce con le persone

Oggi FIC conta circa centotrenta dipendenti e uno stabilimento di quarantamila metri quadrati, di cui la metà coperta. Tecnici, saldatori certificati e progettisti lavorano fianco a fianco in un ambiente dove la precisione artigianale incontra la ricerca scientifica. La solidità dell’azienda, raccontano in sede, è legata soprattutto al valore umano: la continuità generazionale, la formazione, la collaborazione interna.

«Il nostro impegno è proteggere il pianeta attraverso un uso intelligente delle tecnologie di scambio termico», spiega il CEO Maurizio Tursini, che guida la società dal 2023. Un obiettivo che si traduce nella ricerca di efficienza energetica e riduzione degli sprechi, principi ormai centrali anche nei processi industriali.

Dalla scienza del freddo alle tecnologie del futuro

Il nome FIC è familiare soprattutto a chi lavora nel mondo del latte. I suoi sistemi FrigoMilk, con capacità da 500 a 30.000 litri, garantiscono un raffreddamento costante e uniforme, grazie a una tecnologia chiamata Pillow Plate: superfici di scambio saldate al laser che mantengono la temperatura ideale.

La stessa precisione viene applicata anche al settore del gelato artigianale, con pastorizzatori e maturatori progettati per assicurare stabilità e qualità del prodotto nel tempo.

Negli anni, la ricerca si è allargata a nuovi orizzonti: impianti enologici, chimici ed energetici, in cui l’azienda fornisce sistemi in grado di gestire acqua gelida tra 0,5 e 1 °C. Dalle soluzioni compatte RED per i piccoli impianti ai Falling Film per produzioni intensive, fino al sistema EVEREST, che sfrutta l’accumulo di ghiaccio per rispondere ai picchi di consumo riducendo gli sprechi energetici.

Tra tradizione e nuova identità digitale

Nel 2023 l’ingresso del fondo di investimenti Windex e la nomina di Tursini hanno aperto una nuova fase di sviluppo. L’obiettivo è consolidare la crescita internazionale, mantenendo intatta la connessione con la Valchiavenna.

Il settantacinquesimo anniversario, che FIC celebrerà il 5 ottobre 2026, coincide con il lancio del nuovo sito fic.com: uno spazio digitale pensato per raccontare in modo più diretto la storia, i valori e l’evoluzione tecnologica dell’azienda.

«Il sito rappresenta un ponte tra il passato e il futuro – commenta Tursini –. Un modo per mostrare come la nostra tradizione possa dialogare con l’innovazione».

Dalla Valchiavenna al mondo

Oggi FIC è presente in oltre sessanta Paesi. Eppure, ogni progetto continua a partire da Mese, dove l’azienda è nata e dove ancora si concentrano progettazione e produzione. Il legame con il territorio resta uno dei tratti distintivi: molte delle maestranze provengono da famiglie che, da generazioni, lavorano nell’azienda o nell’indotto.

Dopo tre quarti di secolo, FIC rappresenta una delle tante storie italiane in cui l’industria si intreccia con la cultura del fare. Una storia che parla di precisione, di resilienza e di futuro, ma anche di comunità: quella che continua a trasformare la tradizione in ingegno, e l’ingegno in innovazione.