Chi è il garante per gli scioperi: cosa fa e perché è fondamentale per i servizi pubblici in Italia

Serena Comito

Chi è il garante per gli scioperi: cosa fa e perché è fondamentale per i servizi pubblici in Italia

C’è chi lo chiama “arbitro degli scioperi”, chi ne sente parlare solo quando autobus e treni si fermano e le proteste scuotono il Paese. Ma il Garante per gli scioperi – il suo vero nome è Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali – in questi giorni è più che mai sulla bocca di tutti. Il motivo? Una battaglia accesa sullo sciopero generale del 3 ottobre, che ha scatenato polemiche e ricorsi in tutta Italia.

Cos’è e come nasce il Garante degli scioperi

La Commissione di Garanzia nasce nel 1990, quando – dopo anni di scioperi improvvisi nei trasporti, ospedali, scuola – si capisce che bisogna trovare un equilibrio tra il diritto a scioperare e i diritti dei cittadini a non restare bloccati senza servizi essenziali.
Non è un giudice, non è un sindacalista, non prende ordini dal governo: è un’autorità indipendente che veglia sul rispetto delle regole fissate dalla Legge 146, quella che dice che – per scioperare nei servizi pubblici – servono delle regole chiare: preavviso minimo di 10 giorni, limiti sulle astensioni troppo ravvicinate, garanzia di servizi minimi per scuola, sanità, trasporti.

La Commissione è composta da giuristi, esperti di lavoro e relazioni industriali. Li nomina il Presidente della Repubblica, su indicazione del Parlamento, e restano in carica sei anni.

Cosa fa concretamente il Garante

Il Garante controlla che ogni sciopero sia indetto secondo le regole:

  • Se una sigla sindacale proclama uno sciopero senza il preavviso richiesto, il Garante può dichiararlo “illegittimo”.
  • Può imporre sanzioni e chiedere ai sindacati di rispettare servizi minimi.
  • Se necessario, può invitare il governo a precettare lavoratori (cioè obbligarli a garantire almeno una parte del servizio, soprattutto nei trasporti e nella sanità).

Perché oggi si parla del Garante per gli scioperi

Il 2 ottobre 2025, la Commissione è al centro delle cronache per una decisione pesante: ha dichiarato illegittimo lo sciopero generale proclamato da CGIL, USB e altre sigle per il 3 ottobre, organizzato in solidarietà con la “Flotilla per Gaza”.
Secondo il Garante, i sindacati non hanno rispettato il preavviso di legge: in sostanza, non si può indire uno sciopero generale nei servizi pubblici essenziali da un giorno all’altro, senza dare ai cittadini e alle aziende il tempo di organizzarsi.

Il punto più discusso?
I promotori dello sciopero si sono appellati all’articolo che consente, in casi eccezionali, di proclamare astensioni immediate. Il Garante però ha risposto che questa clausola vale solo per fatti di gravità estrema e diretta sui lavoratori stessi, non per motivazioni politiche o di solidarietà internazionale.

Sindacati sul piede di guerra: “Faremo ricorso”

La CGIL non ci sta. Annuncia ricorso al giudice del lavoro e sostiene che la difesa di valori costituzionali – salute, pace, diritti umani – giustifica uno sciopero senza preavviso.
Il governo, dal canto suo, si prepara a usare la precettazione: ovvero l’obbligo per chi lavora nei trasporti di assicurare almeno i servizi minimi, pena sanzioni.

Il risultato? Una spaccatura fortissima tra chi difende il diritto di sciopero come pilastro della democrazia e chi invoca il rispetto delle regole per non bloccare il Paese.

Perché questa storia riguarda tutti noi

Potrà sembrare una questione tecnica, ma in realtà riguarda tutti:

  • Vuol dire poter contare su treni, ospedali, scuole anche nei giorni di protesta
  • Vuol dire sapere che il diritto di scioperare resta intatto, ma regolato per non calpestare altri diritti fondamentali

Il dibattito è aperto, e nei prossimi giorni – tra ricorsi e reazioni politiche – il Garante degli scioperi sarà ancora protagonista. Perché la democrazia, spesso, si gioca proprio su queste regole invisibili che tengono insieme libertà e responsabilità.

Domande frequenti sul Garante per gli scioperi

Chi sono i membri della Commissione di Garanzia?
Giuristi, esperti di diritto del lavoro, relazioni industriali e costituzionalisti, nominati dal Presidente della Repubblica su proposta di Camera e Senato.

Può bloccare uno sciopero già proclamato?
Può dichiararlo illegittimo e suggerire la precettazione, ma l’ultima parola spetta sempre all’autorità politica (es. Ministero dei Trasporti).

Perché serve il preavviso di 10 giorni?
Per tutelare i cittadini e permettere ai servizi essenziali di garantire almeno il minimo indispensabile.

Cosa succede se un sindacato viola la legge?
Rischia multe, responsabilità disciplinari e anche la sospensione dal diritto di proclamare altri scioperi.