Era il 1983 quando Roberta Wydermyer, trent’anni, venne trovata assassinata nel bagagliaio della sua auto a Inglewood. Le accuse caddero subito su Hastings. Il processo, segnato da testimonianze traballanti e indagini parziali, portò a una prima giuria divisa. Ma nel 1988 arrivò la condanna definitiva: ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
Per decenni Hastings ha gridato la sua innocenza. Lo ha fatto davanti ai giudici, davanti ai compagni di cella, davanti ai suoi avvocati. Ma la giustizia, in quegli anni, sembrava sorda.
La battaglia per il DNA
Nei primi anni Duemila, Hastings chiese che le tracce biologiche trovate sulla vittima venissero sottoposte al test del DNA. Un esame che avrebbe potuto scagionarlo. La risposta fu negativa. Ci vollero altri vent’anni, fino al 2021, perché la scienza potesse finalmente parlare. E quando lo fece, il verdetto fu netto: quelle tracce non erano sue. Appartenevano a un altro uomo, Kenneth Packnett, già condannato per altri reati sessuali e morto in carcere nel 2020.
La libertà dopo 38 anni
Il 20 ottobre 2022 Hastings ha potuto uscire dal penitenziario. La sua liberazione non fu un atto di clemenza, ma la conseguenza di una prova definitiva: lui non era il colpevole.
Pochi mesi dopo, nel marzo 2023, arrivò un passaggio ancora più importante. La Corte lo dichiarò “factually innocent”, cioè “fattualmente innocente”. Non solo scagionato, ma riconosciuto ufficialmente come vittima di un errore giudiziario.
Il risarcimento da 25 milioni di dollari
La storia non poteva chiudersi senza una resa dei conti. Nel 2025 la città di Inglewood e altri enti coinvolti hanno accettato di versargli venticinque milioni di dollari: il risarcimento più alto mai concesso in California per una detenzione ingiusta.
Lo stesso Hastings ha commentato con parole amare e semplici: “Nessuna somma potrà ridarmi i trentotto anni che mi sono stati rubati. Ma questa conclusione mi permette almeno di andare avanti.”
Dietro quel numero enorme c’è una realtà più dura: gioventù, affetti, libertà, tutto spazzato via per un errore che poteva essere evitato.
La vita oggi
Oggi Hastings ha settantadue anni. Vive in California meridionale e partecipa attivamente alla sua comunità, soprattutto attraverso la chiesa. Nonostante la sofferenza, ha scelto di non restare prigioniero del rancore.
Lo sapevi che, appena uscito, ha raccontato di aver dovuto “reimparare” anche le piccole cose, come usare un cellulare o fare la spesa da solo? Dettagli che ci ricordano quanto il mondo cambi in quasi quattro decenni.
Una lezione per la giustizia americana
Il caso Hastings ha riacceso il dibattito sul sistema giudiziario americano. Quanto spesso il pregiudizio razziale e la fretta di chiudere un caso portano a condannare innocenti? Perché occorrono anni, a volte decenni, per accedere a un test del DNA?
Il procuratore di Los Angeles, George Gascón, lo ha detto chiaramente: “Il sistema ha fallito.” E il rischio è che non sia un caso isolato.
FAQ su Maurice Hastings
Quanti anni ha Maurice Hastings? È nato nel 1953, oggi ha settantadue anni.
Quanti anni ha passato in carcere? Ha scontato trentotto anni di prigione da innocente, dal 1983 al 2022.
Chi era la vittima del caso Hastings? Roberta Wydermyer, trent’anni, trovata uccisa nel bagagliaio della sua auto a Inglewood.
Quanto ha ottenuto di risarcimento? Venticinque milioni di dollari, cifra record per la California.
Dove vive oggi? In California meridionale, dove partecipa alla vita della comunità e alla sua chiesa.
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Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






