Andrea Sempio, nato nel 1988, lavora come impiegato in un negozio di telefonia. È stato coinvolto e successivamente scagionato durante una prima indagine sulla morte di Chiara Poggi. Si ipotizzava che potesse avere un’infatuazione per la ragazza.
Cosa sta succedendo?
Amico di Marco Poggi, fratello della vittima, Sempio si trova ora nuovamente sotto i riflettori dopo che una consulenza genetica, commissionata dalla difesa di Alberto Stasi, potrebbe aprire nuovi scenari sull’omicidio avvenuto a Garlasco. In quell’occasione era stato Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, a essere condannato in via definitiva a 16 anni.
A distanza di diciotto anni dal delitto, il caso viene riaperto: Andrea Sempio è ora iscritto nel registro degli indagati per omicidio in concorso con ignoti o con Alberto Stasi. All’epoca dei fatti, Sempio aveva 19 anni e già tra il 2016 e il 2017 era stato al centro dell’attenzione investigativa, dopo che i legali di Stasi avevano sollecitato nuove analisi sul DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima. Tuttavia, le accuse contro di lui erano state archiviate. Ma secondo quanto emerso da uno studio condotto dai genetisti Ricci e Roewer, incaricati dalla difesa di Stasi, quanto rilevato sotto le unghie della vittime potrebbe essere associabile proprio ad Andrea.
Andrea Sempio: oggi
Oggi trentasettenne e impiegato, all’epoca degli eventi era un amico stretto di Marco. Diciotto anni fa, poco dopo il delitto, venne interrogato insieme ad altri conoscenti della famiglia. Poi, dopo dieci anni, fu indagato nuovamente con l’accusa di essere coinvolto nell’omicidio.
Durante quelle indagini, Sempio aveva raccontato di sentirsi sostenuto sia da Marco che dalla sua famiglia: “Ci vediamo ancora regolarmente, cerchiamo anche di scherzare sulla vicenda”, aveva dichiarato. Sul rapporto con Chiara disse: “Non la conoscevo bene. L’ho incrociata qualche volta nella villetta: mi sembrava una ragazza bella e avvenente. Con lei avevo un rapporto di cortesia, ci salutavamo e basta”.
Per quanto riguarda Alberto Stasi, affermò di non averlo mai incontrato, pur avendo frequentato entrambi la casa dei Poggi in via Pascoli. Secondo il legale di Sempio, l’avvocato Lovati, il suo assistito è devastato dalla situazione e ha chiesto di poter prendere le ferie dal lavoro.
Il prelievo del DNA di Sempio
Il prelievo del DNA è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari di Pavia per confrontare le evidenze già segnalate dalle consulenze recenti. Lovati ha ribadito che Sempio si dichiara innocente e nega ogni coinvolgimento. Anche se come detto il suo nome era già comparso, all’epoca il gip Lambertucci respinse la richiesta della madre di Alberto, la Ligabò, che sollecitava la riapertura del caso sulla base di alcune dichiarazioni e circostanze ritenute sospette riguardo al comportamento di Sempio.
Ex procuratore di Pavia indagato per aver chiuso l’inchiesta su Sempio
Nelle scorse ore c’è stato l’ennesimo e grande stravolgimento delle indagini. In un primo momento il DNA di Sempio e le prove a suo carico sono state ritenute inattendibili. Colpo di scena. L’ex procuratore di Pavia, Venditti, è stato inserito nel registro degli indagati. Con l’accusa di corruzione. All’alba di questa mattina, carabinieri e guardia di finanza hanno dato il via a una serie di perquisizioni. Prima fra tutte quella della residenze di Venditti.
Secondo le accuse, il magistrato avrebbe ricevuto delle tangenti. Proprio per archiviare la prima indagine su Andrea. Le attività investigative sono state condotte presso diverse abitazioni. Situate rispettivamente a Pavia, Genova e Campione d’Italia.
Perquisite anche le case della famiglia Sempio
Inoltre, sono state oggetto di perquisizione le case dei familiari di Sempio e di due ex carabinieri. Questi ultimi prestavano servizio nella sezione di polizia giudiziaria della procura pavese. Sembra che all’epoca si occuparono degli accertamenti e delle trascrizioni legate alle indagini su Sempio.
La procura di Brescia è incaricata di indagare sui presunti reati commessi da magistrati operanti a Pavia. L’accusa ipotizza che Venditti avrebbe accettato somme comprese tra i 20 e i 30 mila euro dai familiari di Sempio. Sempre allo scopo di chiudere l’inchiesta.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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