Abu Mazen, leader della Palestina: “Hamas non ci rappresenta”

Giorgia Tedesco

Il leader dell’AutoritĂ  Nazionale Palestinese, intervenuto in videocollegamento all’Assemblea Generale dell’ONU dopo che l’amministrazione Trump gli ha negato il visto, ha descritto il conflitto nella Striscia di Gaza come “uno dei capitoli piĂą orribili del XX e XXI secolo”.

L’appello di Abu Mazen

Ha fatto un appello affinchĂ© tutti gli Stati che ancora non lo hanno fatto riconoscano ufficialmente lo Stato di Palestina. E che sostengano il percorso di un’adesione completa alle Nazioni Unite. Negli ultimi due anni, la popolazione palestinese di Gaza ha vissuto una situazione drammatica. Caratterizzata da uccisioni, fame e devastazione. Abu Mazen ha definito questa realtĂ  come “un genocidio documentato e monitorato”. Attribuendone la responsabilitĂ  agli occupanti israeliani. Accusando tutti di crimini di guerra e contro l’umanitĂ .

A causa del veto americano sul suo visto, il leader palestinese non ha potuto presenziare fisicamente al vertice di New York. Ma il suo discorso in videoconferenza ha ricevuto un lungo applauso dall’aula. L’intervento è avvenuto poco dopo che la Francia aveva guidato un vertice speciale in cui diverse nazioni avevano riconosciuto lo Stato di Palestina. Proprio mentre gli Stati Uniti stavano lavorando per evitare l’annessione israeliana della Cisgiordania.

Le parole del leader: una guerra genocida

Mazen ha inoltre sottolineato che quanto succede nella Striscia di Gaza non è solo un’aggressione. Ma rappresenta una grave violazione dei diritti umani. Che è destinata a lasciare una traccia indelebile nei libri di storia. E nella coscienza globale. Ha ribadito l’impatto devastante che questa “guerra genocida” ha avuto sulla vita dei palestinesi di Gaza. Una vita ormai fatta di distruzioni, fame e sfollamenti.

Il presidente palestinese ha affermato anche che Hamas non avrĂ  alcun ruolo nel futuro governo. Anzi, dovrĂ  consegnare le armi all’ANP per costruire uno Stato unitario con una sola legge. E con una sola forza di sicurezza centralizzata. Ha quindi preso le distanze dagli attacchi compiuti da Hamas. Ha dichiarato che questi “non rappresentano il popolo palestinese”. Rivolgendosi alla comunitĂ  internazionale, Abu Mazen ha invitato gli Stati a formalizzare il riconoscimento dello Stato di Palestina. E soprattutto a sostenere la sua adesione alle Nazioni Unite. Ha ricordato che la Palestina ha riconosciuto l’esistenza di Israele. Così dimostrando apertura verso il dialogo.

Abu Mazen disposto a collaborare per fermare il sangue

Si è detto disposto a collaborare con Donald Trump, l’Arabia Saudita, la Francia e le Nazioni Unite. Tutto per implementare un piano di pace. Abu Mazen ha rimarcato l’importanza della giustizia come prerequisito per la pace. Sottolineando che questa non può esistere senza la liberazione della Palestina. Ha delineato la visione di uno Stato moderno e civile. Lontano da violenza ed estremismo. Improntato su investimenti in tecnologia, istruzione e sviluppo sociale. Non sulla guerra.

Infine, ha affermato fermamente che “la Palestina è nostra e non lasceremo la nostra terra”. Rivendicando il diritto alla libertĂ  e all’autodeterminazione. In chiusura, il leader palestinese ha condannato l’attacco israeliano contro il Qatar. L’ha definito una “grave violazione del diritto internazionale” e una pericolosa escalation nel giĂ  complesso scenario regionale.