Mangiare e bere i fiori? In Liguria c’è chi lo fa sul serio: viaggio nel laboratorio di Tastee.it

Daniela Devecchi

Mangiare e bere i fiori? In Liguria c’è chi lo fa sul serio: viaggio nel laboratorio di Tastee.it

C’è un’idea che sembra un gioco e invece è serissima: usare i fiori non come decorazione, ma come ingrediente. Non petali messi lì a fare scena, ma materia prima che porta gusto, acidità, profumo. Ad Albenga, tra orti e mare, Tastee.it ha costruito su questo un progetto agricolo e gastronomico che incuriosisce chef e appassionati. Lo sapevi che la begonia sa di limone e melagrana, e che regge cottura e frittura senza perdere croccantezza?

Da un orto di famiglia a un laboratorio di sapori

Dietro Tastee ci sono Marco Ravera e Silvia Parodi, agricoltori da generazioni. Nel loro agriturismo di famiglia, Il Colletto, hanno cominciato a sperimentare molto prima che la moda dei fiori eduli arrivasse nelle cucine. Hanno provato, scartato, selezionato e soprattutto assaggiato, confrontandosi con chef e pasticceri per capire quali fiori funzionassero davvero in ricette dolci e salate.

Oggi, dopo oltre diciassette anni di lavoro, la loro esperienza è diventata una filiera che va dal campo al laboratorio, con una scelta precisa: coltivare, raccogliere e trasformare tutto ad Albenga.

Il gusto dei fiori e la ricerca

Chi pensa ai fiori solo come ornamento si perde metà della storia. Molte varietà, dalla begonia al nasturzio, dal geranio alla viola, non sono soltanto belle: hanno profumi e consistenze uniche, oltre a un contenuto interessante di antiossidanti e micronutrienti.

Per questo negli ultimi anni la ricerca scientifica li ha guardati con sempre maggiore attenzione, mentre in cucina hanno trovato posto come ingredienti a pieno titolo.

Filiera corta e trasformazione artigianale

Il metodo scelto da Tastee è chiaro: petali raccolti a mano, lavorazioni veloci e rispettose della stagionalità, materie prime italiane senza additivi superflui.

Da qui nascono sciroppi, composte, creme, bevande e perfino gelati e sorbetti ai fiori. Non si tratta di aromi artificiali o estratti: il fiore stesso diventa struttura del gusto, cuore di un prodotto che conserva la freschezza del campo.

Il ketchup senza pomodoro e altre invenzioni

Tra le creazioni che hanno fatto discutere c’è un ketchup che non usa il pomodoro. Si chiama Be!Ketchup e nasce dai fiori di begonia. L’acidità naturale del fiore sostituisce quella del pomodoro, regalando un condimento nuovo, sorprendente, ma al tempo stesso familiare nella sua versatilità.

È forse l’esempio più chiaro di come Tastee cerchi di reinventare classici della tavola con un linguaggio floreale.

Be!Gin, il distillato che sa di begonia

Nel 2024 è arrivato anche Be!Gin, un gin in cui i petali di begonia vengono messi in infusione entro ventiquattr’ore dalla raccolta. Il risultato è un distillato fresco, floreale, con note citriche che lo rendono perfetto tanto da bere liscio quanto in un semplice gin tonic con una fetta di limone e, naturalmente, un petalo a completare il bicchiere.

Non è curioso che un fiore dell’orto finisca così bene nel calice?

Ricette e suggestioni

Chi ha avuto modo di assaggiare i prodotti Tastee racconta che la begonia in insalata porta croccantezza e un tocco agrumato. In maionese sorprende, perché alleggerisce l’emulsione classica con una freschezza inattesa. E poi c’è l’abbinamento con il gin, dove un solo petalo riesce a cambiare il profilo aromatico del bicchiere.

Sono piccole prove che mostrano come i fiori non siano più un dettaglio scenografico, ma ingredienti da maneggiare con creatività.

Radici nel territorio

Il progetto non è nato in laboratorio sterile ma in un agriturismo ligure, con il profumo del mare vicino e la terra rossa di Albenga sotto i piedi. È un lavoro che porta con sé il tempo dell’agricoltura, la manualità della raccolta, la pazienza delle stagioni.

E forse è proprio questa radice territoriale a dare forza al marchio: unisce l’innovazione alla memoria di famiglia, trasformando un campo di fiori in una piccola rivoluzione gastronomica.