Chi è Aaron Rutigliano | La chiusura del ristorante amato dai calciatori

Roberto Rossi

gola

Il ristorante di Aaron Rutigliano era un punto di riferimento per i calciatori italiani a Londra. Ma, dopo 15 anni, è arrivata la decisione di abbassare definitivamente la serranda su quello che era diventato un vero simbolo per la cucina tricolore nel Regno Unito.

Gola, uno dei ristoranti italiani più famosi all’estero

Il ristorante di Rutigliano, Gola, era uno dei più famosi templi della cucina italiana nel mondo. Tant’è che era molto amato dai calciatori che si trovavano a Londra (e non solo), che spesso avevano il piacere di frequentare le sue sale.

La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma in realtĂ  è stata da tempo ponderata dal suo proprietario, che ha dovuto fare i conti con le conseguenze della Brexit. “Londra ha smesso di essere una capitale europea – ha dichiarato Rutigliano – Sono triste di aver abbandonato Londra dopo tanti anni, ma non vedo l’ora di ricominciare in Italia, per un’altra eccitante avventura”.

La nuova avventura di Aaron Rutigliano

Ma di quale avventura si parla? Anche se non ci sono certezze, si può leggere tra le righe delle dichiarazioni rilasciate dallo chef al quotidiano La Repubblica, dove ha fatto riferimento al fatto che “soprattutto Milano e anche Roma sono le nuove capitali europee in Italia: molti stranieri, soprattutto britannici, si stanno trasferendo qui per gli sgravi fiscali, come mi conferma anche il mio avvocato, che si occupa proprio di questo. Sono realtĂ  vive e dinamiche”.

José Mourinho e gli altri

Tornando a Gola, a contribuire alla popolarità del ristorante ci ha pensato anche José Mourinho, complice il fatto che il ristoratore aveva chiamato Special One, in onore dell’allenatore, una sua specialità, lo spaghetto alla puttanesca con il merluzzo.

“Una sera ero fuori a fumare e a un certo punto si ferma un Mercedes nero davanti al ristorante, si abbassa il finestrino, e questa persona dentro dice: “Tu mi devi pagare a me”. Credevo fosse un delinquente allora gli ho risposto “ma vaff…, cogl…”. Dopo due sere, si presenta un ragazzo alto con gli occhi azzurri, che mi chiede: “Tu hai detto “fuck off” al mio boss? Era il centrocampista serbo Nemandja Matic, anche lui al Chelsea, che mi riportava un messaggio del suo allenatore, Mourinho” – ha raccontato Aaron.

Tra gli altri frequentatori del ristorante ci sono stati anche Vialli, Totti e molti altri uomini dello sport.