Câè un dettaglio che conquista subito: quel profumo pulito di cacao che sembra venire da lontano, ma ha il cuore a Maglie, nel Salento. Maglio non è solo una fabbrica di cioccolato: è una storia familiare che attraversa le generazioni e, oggi, una filiera che parte dalla fava e arriva alla tavoletta senza perdere mai di vista territorio, persone, qualitĂ . Lo sapevi? Dal 1875 la famiglia Maglio mette le mani (e la testa) su cacao e ricette con la naturalezza di chi ci è nato dentro.
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Dal calesse alla tavoletta: 150 anni di famiglia
Tutto comincia davvero in una locanda con cambio cavalli: è qui che Antonio Maglio apre nel 1875 e che prende forma un destino fatto di dolci, frutta candita, pasta di mandorle. Negli anni il cioccolato diventa un alleato per proteggere e nobilitare le specialitĂ di casa; poi crescono i punti vendita, si consolida il marchio (quel calesse che rende omaggio al fondatore) e il laboratorio artigianale, decennio dopo decennio, si trasforma in unâazienda moderna ma con lâanima di bottega.
Oggi alla guida câè Maurizio con i figli Vincenzo, Matteo e Benedetta: sesta generazione.
Dalla fava alla barretta: una filiera tracciata (davvero)
âBean to barâ non è uno slogan: nello stabilimento di Maglie la produzione parte dalle fave di cacao, selezionate in piantagioni mappate e seguite con protocolli di fermentazione ed essiccazione controllati, quindi tostate, raffinate, concate e modellate in casa. Ă un lavoro paziente, fatto di agronomia, tempi giusti e rispetto delle varietĂ âForastero, Trinitario e, soprattutto, Criolloâper ottenere profili aromatici puliti e riconoscibili.
Se ti stai chiedendo cosa cambi nel risultato: cambiano intensitĂ , equilibrio, persistenza. In una parola, identitĂ .
Il carattere del Sud: frutta ricoperta e vocazione mediterranea
Se dici Maglio, molti pensano subito alla frutta ricoperta: clementine, scorze, mandorle e altre eccellenze del Sud, avvolte da uno strato di cioccolato sottile e preciso. à una firma di famiglia, costruita con ricette tramandate e una materia prima scelta con cura, che ha reso il marchio celebre e premiato. Non è curioso come una specialità antica diventi, oggi, quasi un manifesto di modernità sostenibile?
Il culto del Criollo e lâesclusiva Cuyagua
Negli anni piĂš recenti, Maglio ha investito in un progetto di filiera che valorizza soprattutto il Criollo, il cacao aromatico per eccellenza. Il lavoro ha portato a selezioni puntuali tra Venezuela ed Ecuador, a micro-parcelle di 50â60 ettari, ad accordi solidi con le comunitĂ locali. Un nome su tutti: Cuyagua, piccola comunitĂ venezuelana, di cui Maglio detiene unâesclusiva mondiale.
Il risultato? Tavolette âsingle terroirâ in cui il cacao parla chiaro, senza filtri. Vuoi un esempio concreto? La tavoletta Cuyagua 90% (ingredienti: pasta di cacao Cuyagua e zucchero, niente altro) è una dichiarazione dâintenti: essenziale, intensa, lunga.
Innovazione dolce: quando la ricerca si sente al palato
Tra le novitĂ di casa spicca Cocoalight, la linea âsenza rinunceâ con pregiate miscele di cacao e note dolci di stevia: pensata per chi cerca un equilibrio nuovo tra gusto e leggerezza, senza scendere a patti con la qualitĂ . Ă un segnale chiaro: innovare sĂŹ, ma con misura, rispettando il carattere del cacao.
Premi che contano (e non solo per le bacheche)
La Compagnia del Cioccolato assegna ogni anno le Tavolette dâOro ai migliori prodotti italiani di qualitĂ . Maglio figura stabilmente tra i protagonisti, con riconoscimenti sia sulle origini pure sia sulle specialitĂ alla frutta.
Nel 2024, ad esempio, le Uova Cuyagua in puro Criollo venezuelano sono salite sul podio: unâaltra prova che la strada del âsingle originâ spinta fino alla Pasqua è tutto fuorchĂŠ una moda.
La âcasaâ è a Maglie, in provincia di Lecce, dove si trova lo stabilimento produttivo. Dalla Puglia, i prodotti viaggiano in Italia e allâestero, ma restano riconoscibili per radici e stile. Lo shop aziendale, nel cuore della cittĂ , è aggiornato con stagioni e lineeâdalle tavolette alle praline, dalle specialitĂ vegane alle confezioni regalo.
PerchĂŠ Maglio oggi
PerchĂŠ unâazienda che resta familiare, ma lavora come una filiera di qualitĂ , è un patrimonio raro. PerchĂŠ il Sud può essere un orizzonte di eccellenza quando mette insieme agricoltura, artigianato e ricerca. E perchĂŠ, in fin dei conti, quando apri una tavoletta e senti che ogni cosa è al suo postoâil cacao, la frutta, la mano che li unisceâcapisci che non è solo cioccolato. Ă un racconto, e vale la pena ascoltarlo⌠e assaggiarlo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






