Castellino, il buono delle piccole cose: dalle Marche alle tavole del mondo

Daniela Devecchi

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Castellino, il buono delle piccole cose: dalle Marche alle tavole del mondo

C’è un’idea semplice che attraversa tutta la storia di Castellino: trasformare ingredienti mediterranei in momenti di convivialità. Non slogan, ma pratica quotidiana. Mani, tempo, selezione. Dal 1963, nel cuore delle Marche, una piccola impresa familiare ha imparato a far parlare olive, verdure, pesti e sottoli con una voce riconoscibile, gentile, moderna. “Il buono delle piccole cose”, dicono in casa Castellino. E se ti dicessimo che quel buono è diventato un modo di stare a tavola capace di viaggiare ben oltre confine?

Una storia che profuma d’ulivo

Tutto comincia con Vincenzo Lombardo e un’impresa che negli anni evolve, si allarga, cambia pelle senza perdere radici. Negli anni Ottanta arriva la svolta: accanto alle origini nel beverage nasce la produzione di olive, poi l’ampliamento alla gamma di antipasti e verdure sott’olio. Con l’introduzione delle olive in vaschetta, pratiche e sicure, l’azienda apre nuove strade di mercato.
Nel 2020 un nuovo stabilimento a Matelica, 9.000 metri quadrati nel cuore delle Marche, segna l’ingresso nei processi moderni dell’Industria 4.0. Oggi al timone c’è Francesco Lombardo, con lo stesso obiettivo di sempre: qualità costante, sguardo internazionale, anima marchigiana.

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Prodotti che fanno casa in tavola

Chi sceglie Castellino lo fa spesso per le olive: eleganti equilibri di erbe, agrumi, peperoncino, aglio. Ricette che vestono l’aperitivo senza sovrastarlo.

Poi ci sono le olive farcite: piccoli scrigni ripieni di ortaggi, mandorle, creme di formaggi. Non è curioso come basti un ripieno ben fatto per cambiare il carattere di un’oliva?

Il capitolo verdure è un viaggio nel lessico mediterraneo: grigliate che profumano di estate, specialità vegetali pronte da gustare come antipasto o contorno, fino ai prodotti secchi – pomodori e funghi baciati dal sole, pronti a rinascere in padella o in forno. Una dispensa che semplifica la cucina senza rinunciare al gesto artigianale.

Qualità che si vede (e si certifica)

Dietro ogni etichetta c’è una struttura che lavora con metodo. I controlli qualità sono rigorosi, con certificazioni internazionali e monitoraggi costanti lungo la filiera. Dal 2019 l’azienda ha introdotto anche produzioni biologiche, con materie prime certificate.

Anche il packaging racconta una scelta: vaschette pensate per preservare le caratteristiche organolettiche, vasi in vetro dalla lunga durata, formati su misura per la vendita al dettaglio e la grande distribuzione.

Dalle Marche al mondo

La vocazione internazionale non è un desiderio astratto: negli anni l’azienda ha portato le proprie specialità in fiere e mercati globali, raccogliendo consensi e costruendo relazioni. È la conferma che il gusto italiano – quando nasce da tradizione e rispetto – parla tutte le lingue.

Le ricette sono tante, ma ogni vasetto racconta da dove viene. La sostenibilità non è un’etichetta: è un progetto che entra in stabilimento, nei materiali, nelle scelte quotidiane.

Dietro c’è un territorio – Matelica, nel cuore delle Marche – che alla parola “qualità” dà ancora il senso della misura. In fondo, è tutto lì: rendere prezioso il tempo a tavola, con olive, verdure e pesti che non rubano la scena, ma la abitano. E ti fanno venire voglia di condividerla.