Chi è Jean Pormanove, lo streamer francese morto davanti alla telecamera? Età, diretta, morte, inchiesta

Giorgia Tedesco

Raphael Graven, meglio conosciuto come Jean Pormanove, era un quarantaseienne ed è appena diventato virale per essere morto durante una diretta streaming, sotto l’incredulità dei suoi follwer. Il suo corpo viene rinvenuto dopo una diretta di dodici giorni nella notte fra domenica e lunedì diciotto agosto, vicino Nizza.

La piattaforma illegale e la morte di Raphael

Il tiktoker era molto famoso anche sulla piattaforma Twitch. Jean però, ultimamente, aveva spostato i suoi contenuti su Kick, un sito australiano noto per non avere dei contenuti regolarizzati. Questa piattaforma non ha controlli rispetto alle altre e trattiene molti meno soldi. Qui l’uomo si mostrava durante le sue sfide più assurde, subendo umiliazioni e sevizie, mangiando prodotti tossici o non dormendo.

Anche se in realtà le torture a cui si sottoponeva erano decisamente di più: strangolamenti inclusi. Molti dei suoi video mostravano Raphael subire violenze da altri streamer. I due sono conosciuti come Naruto e Safine. Nel video, quando Pormanove perde i sensi, Naruto tenta di svegliarlo ma senza successo. Sono proprio loro due a constatare la morte dell’uomo e ad allertare le autorità.

Aperta l’inchiesta sul caso Pormanove

Al momento sono state avviate le indagini per capire effettivamente la volontà della vittima, se fosse consapevole e avesse deliberatamente scelto di sottoporsi alle sevizie o se invece fosse stato costretto. Quindi l’indagine della procura francese è stata avviata per violenze su persone vulnerabili. Per comprendere le cause del decesso è stata ordinata invece l’autopsia.

Graven era molto noto sui social, con mezzo milioni di seguaci. Inizialmente i suoi contenuti si concentravano sui videogiochi, ma pian piano ha iniziato a dedicarsi a prove di resistenza fisica e psicologica. L’uomo dal fisico abbastanza fragile è stato un militare, che aveva in principio tentato di di esporsi anche sugli altri canali con le medesime sfide, ma fallendo, visto il regolamento molto più severo. Sulla piattaforma australiana invece si era sentito libero di provare nuove cose, complici i migliaia di utenti che lo guardavano dagli schermi. Una rivista francese suggerisce addirittura che l’uomo venisse regolarmente picchiato insieme a Coudox, un altro disabile.

Chappaz commenta l’orrore della diretta e gli avvocati invocano l’attenuante dell’intrattenimento

La ministra del web Chappaz descrive quanto accaduto come un orrore, specificando le umiliazioni e le violenze che Graven ha subito per mesi. Il problema principale è che questo genere di cose vengono descritte come contenuti per intrattenere il pubblico, camuffandoli in realtà come tali, perché vengono sostenute soprattutto dai follower che effettuano pagamenti.

Difatti i legali degli streamer si stanno mobilitando per spiegare che si trattasse di messe in scena, non si trattava assolutamente di sevizie a loro dire. Basti pensare però che per questa diretta erano stati raccolti più di trentacinquemila euro.

Naruto e Safine: abusatori già noti alle forze dell’ordine

Quelli che ancora non siamo certi poter identificare come assassini erano già noti alla procura francese in passato per l’attenzione riportata a loro da una testata investigativa francese. Già nello scorso anno i due erano stati oggetti di un’inchiesta per maltrattamenti sul web. Erano stati rilevati diversi video di violenza proprio sulla piattaforma incriminata.

La testata aveva inoltre sottolineato eventi similari che coinvolgevano altri streamer del luogo, accusati proprio di sfruttare persone fragili durante le dirette e intascarsi le donazioni. Naruto e Safine erano quindi già stati arrestati nel gennaio di quest’anno durante una prima indagine, ma nel corso della stessa giornata erano stati rilasciati. Ora dobbiamo solo attendere e vedere l’evolversi del caso.