Trovato questa notte il corpo di Carlo: il bambino disperso a Cavallino Treporti

Giorgia Tedesco

Essere genitore è il mestiere più difficile del mondo, ma per davvero, non tanto per dire. Esiste un confine sottile, impercettibile, quasi invisibile, che separa una madre o un padre dal controllo che ha sui propri figli. Ed è un confine che non siamo in alcun modo in grado di delimitare personalmente e, quando esso prende il controllo, può portare a delle fini tragiche. Può un genitore sopravvivere alla morte di un figlio? Esiste un modo in cui può andare avanti? Queste sono le domande sospese di fronte alla tragedia che ha scosso l’Italia nelle ultime ore.

L’allarme della mamma e la catena umana di salvataggio: si cerca il piccolo Carlo

La giornata di ieri è stata scandita da una forte apprensione nella località di Cavallino. Sono state avviate le ricerche di un bambino italiano di solo sei anni. Il suo nome era Carlo. Il bambino, dai capelli color grano, si trovava con la mamma all’altezza del ristorante – pizzeria Allo sperone quando, dopo aver fatto il bagno, si sono perse le sue tracce.

Tutte le torri di assistenza si sono immediatamente mobilitate nella ricerca del piccolo, da Cavillino fino a Ca’ Vio. Anche i vigili del 118 hanno setacciato la zona con l’aeromobile mentre la guardia costiera rastrellava le acque. I bagnini hanno spiegato che perdere l’orientamento a quell’età è molto facile, quindi era importante muoversi sia via terra che via mare, perché nella confusione Carlo avrebbe potuto anche proseguire nel lato opposto alla riva.

Alle ricerche si sono uniti anche tutti i presenti in spiaggia: centinaia di turisti hanno formato una catena, mano per mano, per poter accedere al mare anche nei punti più alti dell’acqua. Ma se il bambino si fosse trovato in acqua, probabilmente lo avrebbero visto. Sono stati azionati anche i dispositivi aerei per continuare a monitorare la zona di notte. Nel frattempo il padre, distante per lavoro, ha contattato tutti gli stabilimenti in cerca di supporto e aiuto.

Il ritrovamento del corpo a pochi metri dal luogo della scomparsa

Le ore notturne non hanno portato conforto, anzi, sono giunte con le notizie più amare che esistano. Notizie che nessuno dovrebbe apprendere, che lasciano spiazzati e increduli. Le ricerche sono terminate: è stato ritrovato il corpo del piccolo Carlo, a pochi metri dal pannello che delimita la battigia.

La famiglia è originaria di Roncade e al momento della scomparsa il bambino si trovava in compagnia della sua mamma, con cui era partito per una vacanza. L’estate dovrebbe essere proprio questo per i bambini: una vacanza infinita, fatta di giochi, aria, sole e mare. Fatta di amore, di speranza e di vita. Tantissima vita. Quella che Carlo avrebbe dovuto continuare ad avere.

Ha commosso la disponibilità e la partecipazione da parte delle persone presenti in spiaggia, quando, sotto shock si sono uniti alle ricerche per il ritrovamento, battendo, insieme ai soccorsi, tutta la zona di Ca’ Pasquali. Una solidarietà senza precedenti. Incredibile.

Siamo tutti i genitori di Carlo, e Carlo è il figlio di tutti noi

Era stata la madre a lanciare l’allarme nel pomeriggio ardente dell’undici agosto, intorno alle sedici. La giornata di ieri era calda, priva di venti e il mare era calmo, azzurro e bellissimo. Nonostante le ricerche siano partite nello spazio di pochissimo tempo e nonostante l’intervento anche dei sommozzatori, non si è riusciti a ritrovare il bambino fino a questa notte.

Eppure Carlo era lì, è sempre stato lì forse, non lontano dal luogo in cui la sua mamma l’ha visto giocare l’ultima volta. Il mare è un luogo meraviglioso, ma estremamente insidioso. Pericoloso. Dove ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha perso di vista per pochi secondi i propri figli. Eppure, adesso, un secondo è costato la vita di Carlo.

Cosa si potrà mai dire ai suoi genitori? Come potranno mai placare il dolore di una tale perdita? Non resta nulla in questa mattina di agosto, se non sgomento e lacrime. Un rimorso che stringe quella povera madre e tutti noi, perché poteva davvero capitare a chiunque, e invece è successo al piccolo Carlo. E non sarebbe mai dovuta accadere una cosa del genere, nessun genitore dovrebbe sopravvivere al proprio figlio, non è il naturale corso degli eventi, non è umano, non è giusto. Il silenzio, la sola cosa che si possa riservare a questa famiglia distrutta, silenzio e rispetto.