Io sono leggenda è una pellicola diretta da Lawrence, uscita in Italia diciassette anni fa, in cui Robert Neville è interpretato da Will Smith. L’opera è basata sul romanzo di Matherson ed è il terzo film che si ispira al libro, anche Salkow , Ragona e Sagal rivisitano la storia nelle loro regie.
Storia di una leggenda: Robert Neville
Di fronte a noi si materializza una città in uno stato post-apocalittico. La città di New York è completamente deserta da quando un virus, che voleva essere una cura per il cancro, ha infettato la popolazione rendendo l’umanità simile a una società di vampiri. L’unico superstite sembra essere il dottor Neville, ex virologo, che reinventa la sua quotidianità in una costante caccia al male. Robert, inoltre, continua le sue ricerche, con il suo cagnolone Sam, per trovare una cura. Â
Neville un giorno cattura una donna che ha contratto il virus e tenta su di lei l’efficacia del vaccino che ha prodotto grazie al suo sangue immune. Qualche giorno dopo, durante un attacco, Sam viene morso e Neville è costretto a ucciderlo. Forse una delle scene più tristi che ci è capitato di vedere durante la proiezione: il momento è estremamente toccante, perché, l’essenziale differenza fra l’uomo e l’animale risiede nell’incapacità di comprendere quanto accade: Sam non sa cosa sta succedendo, sente solo dolore, e Robert sta per perdere l’unico amico che gli è rimasto, il più fedele che potesse avere. Un groppo alla gola senza precedenti.
Neville parte in cerca di vendetta, ma quando viene ferito scopre di non essere l’unico sopravvissuto, incontra Anna e suo figlio, che lo accolgono e lo curano.
Due finali diversi: le interpretazioni
Il finale del film, molto diverso da quello originale, vede il virologo notare la guarigione della femmina infetta. La sua ricerca sembra aver portato a un risultato: c’è speranza. Allora permette ad Anna e Ethan di fuggire con la cura, intrattenendo i vampiri e facendosi esplodere con loro. Madre e figlio riescono ad arrivare ad un gruppo di superstiti con il vaccino. Neville, diventa proprio una vera leggenda.
Il finale del libro, invece, non prevede il sacrificio da parte di Robert, perché prende coscienza di una cosa importante: quelle creature lo vedono come un mostro, esattamente quello che lui prova nei loro confronti. Robert diventa una leggenda, ma da temere, che verrà ricordata nei secoli futuri. Quindi, avviene un gioco di visioni: la paura che ha dei vampiri è solo una delle possibilità di interpretazione. Quando sta per morire, comprende che da essi non sarà ricordato come un eroe, donando al titolo una nuova accezione: sarà un mito, ma orrido, per la nuova società .
L’idea originaria di “Io sono Leggenda”
Dopo aver ottenuto un notevole successo economico, ha ricevuto una buona accoglienza in numerose premiazioni cinematografiche e l’idea originaria era di riproporre per il grande schermo il romanzo di Matheson, quando la Warner Bros. ne prese i diritti con l’intenzione di farlo guidare da Scott e di assegnare la parte di protagonista a Arnold Schwarzenegger, cosa che non accade a causa del costo troppo alto.
Le riprese del film iniziarono ufficialmente il 23 settembre di diciannove anni orsono: si svolsero per la maggior parte a New York e dintorni mentre alcune scene vennero effettuate in New Jersey.
È presente anche un cameo dell’attrice inglese Emma Thompson nel ruolo della dottoressa Alice Krippin (non accreditato), che all’inizio del film viene intervistata in tv a proposito del vaccino per la cura dei melanomi diventato poi il devastante virus.
Il finale alternativo
Dopo pochi mesi dall’uscita cinematografica, su Internet iniziò a circolare un video relativo a una versione alternativa del finale, con una trama molto diversa in cui Neville si salva. Il capo degli infetti disegna una farfalla sul vetro, la stessa che ha tatuata la donna in cura da Robert; così, il virologo, comprende che anche le persone infette hanno sviluppato una struttura sociale e possono provare sentimenti. Infatti quando Robert libera la donna, lei e il capo si stringono in un profondo abbraccio, che sigilla l’idea di un amore che va oltre la percezione che noi ne abbiamo.
Neville viene risparmiato e decide di lasciare New York insieme alla madre e il figlio che ha scoperto essere sopravvissuti. Robert non ha la certezza di trovare rifugio in qualche comunità , ma è sicuro che qualunque cosa accada, riusciranno a salvarsi anche questa volta.
Il finale inedito è stato inserito nell’edizione DVD.
Io sono leggenda 2: anticipazioni e curiositÃ
Will Smith, ad aprile, ha dato qualche novità sulla nuova sceneggiatura, curata da Goldsman. Smith ha spiegato che l’idea era quella di fare un prequel, ma il regista ha proposto di fare invece una rivisitazione del finale e poi, di ripartire da lì. Aggiunge anche che, il nuovo personaggio, Jordan, non sarà un parente di Robert, cosa che ha rassicurato i fan, perché l’indiscrezione uscita tempo addietro su questa possibilità avrebbe rovinato la malinconia drammatica che contraddistingueva Neville, il dolore per la perdita della sua famiglia contraddistingue la sua profondità . Questo film è diventato talmente di successo che ispirò anche Romero con La notte dei morti viventi.
C’è ancora da aspettare per scoprire cosa, queste talentuose testoline, riusciranno a tirare fuori. Non c’è nessuna data indicativa al momento, ma sicuramente rivedremo il celebre Will Smith in questo prequel, perché, come ha spiegato il regista, un film senza Smith avrebbe perso completamente il legame con l’originale.
Io sono leggenda: l’ipotesi del prequel
In passato si era pensato anche a un prequel del film, si sarebbe chiamato I am legend: Awakening ed era previsto che uscisse nel 2011. Avrebbe raccontato la vita del virologo prima della pandemia, analizzando tutti gli eventi che hanno portato ad essa; sarebbe stato ambientato fra New York e Washington, con Lawrence alla regia e Weiss alla sceneggiatura. Il progetto comunque venne abbandonato. La Warner Bros. ufficializzò in seguito l’idea del secondo capitolo con Goldsman.
Appena ne sapremo di più, vi aggiorneremo con ulteriori dettagli.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






