Chi era Luigi Di Sarno, l’artista morto dopo aver mangiato un panino a Diamante

Serena Comito

Chi era Luigi Di Sarno, l’artista morto dopo aver mangiato un panino a Diamante

Luigi Di Sarno aveva 52 anni. Era un uomo sorridente, con la voce calda e una sensibilità da artista. Viveva a Cercola, ma era profondamente radicato nei vicoli e nei sogni di Napoli. E proprio da lì era partito, con la sua famiglia, per una vacanza estiva a Diamante, in Calabria.

Una pausa, un po’ di relax, qualche giorno di mare.

Poi, il gesto più semplice: un panino acquistato da un ambulante sul lungomare. Dentro: salsiccia e friarielli, quel sapore rustico che per molti è casa. Ma qualcosa è andato storto. Terribilmente storto.

Il malore, il viaggio verso casa e il tragico epilogo

Dopo aver consumato il panino, Luigi ha iniziato a sentirsi male. Nonostante i primi sintomi, ha deciso di ripartire per Napoli insieme alla moglie e alla figlia. Voleva tornare a casa, forse pensava che fosse solo un’indigestione.

Ma durante il viaggio, mentre attraversavano la A2, le sue condizioni si sono aggravate. Hanno provato a fermarsi, a chiedere aiuto. L’ambulanza è arrivata nei pressi di Lagonegro, ma per Luigi non c’è stato nulla da fare.

Il sospetto, confermato dalle prime indagini, è intossicazione da botulino.

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Chi era Luigi Di Sarno: non solo un uomo, ma una voce per la città

Non era famoso, ma era conosciuto. E amato.

Luigi Di Sarno lavorava nel mondo artistico e sociale, era attivo nei laboratori creativi, nelle scuole, tra i giovani, tra chi crede ancora che la cultura possa cambiare le cose. Un artista di strada, ma anche di anima.

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, nel ricordarlo, ha usato parole semplici e potentissime:

“Luigi era un punto di riferimento nei laboratori creativi, nelle scuole, nei vicoli pieni di musica. Un artista, un’anima buona, un sorriso contagioso.”

Ed è proprio così che in tanti lo descrivono: una presenza leggera, ma essenziale. Una di quelle persone che costruiscono comunità senza chiedere nulla in cambio.

Un panino può uccidere?

È la domanda che scuote chiunque abbia letto la notizia. Perché è inconcepibile morire così. Per un cibo contaminato. Per una leggerezza nella conservazione. Per una falla nei controlli.

La Procura di Paola ha aperto un’inchiesta. Il venditore ambulante è stato identificato, il camioncino sequestrato, i campioni alimentari analizzati. Oltre a Luigi, altre 9 persone sono state ricoverate per sintomi compatibili con il botulino. Tre di loro sono in terapia intensiva.

E ora, mentre le indagini vanno avanti, resta un dolore enorme e una domanda scomoda: chi tutela davvero la sicurezza alimentare, soprattutto quando si parla di street food?

Quando muore un uomo così, muore anche un pezzo di città

Napoli lo piange. Non perché era famoso, ma perché era vero. Luigi Di Sarno era una di quelle presenze che fanno da collante invisibile. Un uomo che credeva nella forza dell’arte, dell’educazione, della cultura che si fa con le mani, tra la gente.

E oggi, mentre la sua famiglia lo piange, una comunità intera si stringe in un abbraccio che sa di rabbia e dolore.

FAQ

Chi era Luigi Di Sarno?
Un artista e animatore culturale di 52 anni, residente a Cercola, molto attivo nei progetti educativi a Napoli.

Com’è morto?
È deceduto per una sospetta intossicazione da botulino dopo aver mangiato un panino con salsiccia e friarielli da un venditore ambulante a Diamante.

Cos’è il botulino?
Una tossina molto pericolosa che può contaminare cibi conservati male. Può causare paralisi muscolare e insufficienza respiratoria.

Quante persone sono rimaste coinvolte?
Almeno 9 persone risultano ricoverate con sintomi gravi. Alcuni sono in rianimazione.

Cosa sta facendo la magistratura?
La Procura di Paola ha avviato un’indagine. Il chiosco ambulante è stato sequestrato e sono in corso le analisi sui cibi serviti.