Tra Capaci e Bagheria, c’era una ragazza solare, palla in mano e sorriso contagioso. Si chiamava Simona Cinà, aveva 20 anni, giocava a pallavolo e frequentava l’università. Poi, nella notte tra il 1 e il 2 agosto 2025, tutto è cambiato.
È stata trovata senza vita sul fondo di una piscina durante un party in una villa privata. E subito sono emersi misteri che hanno avvolto la sua morte in un alone di giallo.
La festa, il ritardo, il silenzio
Simona era a una festa di laurea, organizzata in una villa a Bagheria, con una piscina piccola e una ventina o trenta ospiti. Alle 3.20 la sua migliore amica l’ha salutata: sembrava tutto normale. Ma alle 4.10 è scattato l’allarme: il suo corpo veniva ritrovato nell’acqua tiepida, con la faccia rivolta verso l’alto.
Come è possibile? Una piscina bassa, decine di giovani intorno, e nessuno ha notato nulla. L’avv. Gabriele Giambrone – che assiste la famiglia – mina la ricostruzione ufficiale:
“Come è possibile che non si siano accorti di niente, visto che erano ancora bagnati?”
Intorno a quella piscina, tante domande ma poche risposte.
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I dubbi sull’annegamento
I graffi sul petto, la posizione del corpo — a faccia in su — tutto pare indicare che non si sia trattato solo di una caduta accidentale. Forse un malore? Forse un gesto? Nessuno lo esclude al momento, ma l’autopsia disposta dalla Procura sarà fondamentale.
La famiglia di Simona è preoccupata:
- erano previste bevande alcoliche all’evento, ma non ne è rimasta traccia;
- la villa è stata trovata pulita, con solo bottigliette d’acqua vuote in sacchi di plastica; secondo il legale, è come se fosse stato “ripulito tutto” in fretta dopo la tragedia.
Il ritratto di Simona: sport, studio e sogni
Chi la conosceva la descrive come una ragazza ricca di energia e impegno. Prima in campo indoor, con l’Acds Capacense Volley, poi tornei di beach volley e persino un’esperienza Erasmus all’estero. Amava lo sport, insegnava anche ai bambini, partecipava attivamente alla vita del gruppo pallavolo di Capaci.
Paolo Di Maggio, presidente del club, la ricorda così:
“Per lei la pallavolo era tutto. Una grande perdita.”
Cosa dicono gli inquirenti
La Procura di Palermo ha sequestrato la villa ed eseguito l’autopsia. I Carabinieri hanno già sentito decine di testimoni, cercato di ricostruire una telefonata misteriosa delle 4:50 ai genitori di Simona e disposto un prelievo di DNA su uno degli invitati dopo il ritrovamento di tracce di sangue nella villa.
Tutti aspetti che rendono ancora più opaco un evento che sembrava—a prima vista—una semplice tragedia accidentale.
Domande che restano aperte
- Perché nessuno ha notato Simona a terra, pur essendo la piscina piccola e gli invitati vicini?
- Cosa hanno fatto tra le 3.20 e le 4.10 i presenti?
- Perché mancavano qualsiasi traccia di alcol in una festa dove se ne annunciava la presenza?
- I graffi sul corpo sono compatibili con effettive manovre di soccorso, o qualcosa di diverso?
FAQ su Simona Cinà
Quanti anni aveva?
Aveva 20 anni, era nata probabilmente nel 2004/2005.
Cosa faceva?
Giocava a pallavolo indoor e beach volley; frequentava l’università e aveva partecipato a un programma Erasmus.
Dove si trovava la festa?
In una villa a Bagheria, con piscina privata; erano presenti circa 50–80 persone.
Cosa dice la famiglia?
L’avvocato della famiglia solleva dubbi su incongruenze temporali, posizione del corpo e mancanza di alcolici.
Il caso è chiuso?
No. L’esito dell’autopsia, il prelievo del DNA, e le testimonianze dovranno chiarire se è stato incidente, malore o altro.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






