Era partita per festeggiare un matrimonio. Una serata leggera, in compagnia di colleghi. Invece, quella notte ha cambiato tutto.
Sara Turzo 33enne incinta al sesto mese, è morta in un drammatico incidente stradale a Mola di Bari, sulla statale 16.
Un impatto violentissimo, nel cuore della notte, che non ha lasciato scampo né a lei né al piccolo che portava in grembo. E ora, tutta la sua comunità – tra Ortona e Lanciano – piange una donna giovane, brillante, amata.
Una professionista stimata: chi era Sara Turzo
Sara Turzo non era solo competente: chi la conosceva la descrive come solare, precisa, capace di tenere testa a qualunque situazione con garbo e lucidità.
Negli ultimi mesi, tutto ruotava attorno a un’attesa speciale: Sara era incinta al sesto mese. Mancava poco. Meno di tre mesi. Il bambino sarebbe dovuto nascere a novembre.
L’incidente a Mola di Bari: cos’ è successo
Era notte fonda tra sabato e domenica. Sara viaggiava su una Fiat Punto con due colleghi – un uomo di 30 anni e una donna di 29 – rientrando da una festa di matrimonio.
All’altezza dello svincolo per Mola di Bari, mentre si immettevano sulla statale 16, è arrivato il van. Un Mercedes Vito con a bordo una famiglia ucraina residente in Canada (madre, padre e bambino) e un autista barese.
L’impatto è stato violentissimo. La Punto è finita contro il guardrail, Sara è morta sul colpo. Anche il bambino che portava in grembo non ce l’ha fatta.**
I colleghi che erano con lei sono rimasti gravemente feriti. Anche il bambino di 9 anni a bordo del van è stato ricoverato, con un trauma cranico. Ora è fuori pericolo.
Un marito lontano, e un futuro che si stava costruendo
Sara era sposata con un marittimo, attualmente imbarcato. Era fuori per lavoro quando è accaduto tutto.
Avevano appena comprato casa. Un sogno che stavano costruendo giorno dopo giorno, con semplicità e amore. Il ritorno improvviso, il dolore, il vuoto: sono cose difficili da immaginare, figuriamoci da raccontare.
Chi li conosce racconta di una coppia solida, unita. Di un progetto di famiglia che li stava riempiendo di gioia.
Reazioni sui social: il dolore condiviso su Facebook
Sui social, soprattutto su Facebook, in tanti hanno voluto lasciare un pensiero. Amici, colleghi, conoscenti.
Il suo profilo – molto riservato – è stato inondato di messaggi. “Non ci posso credere”, scrive qualcuno. “Ti porterò sempre con me”, dice un’altra.
Nessun messaggio ufficiale è stato pubblicato finora dalla famiglia. Ma il silenzio dice tutto.
Lo studio legale con cui lavorava, invece, ha chiuso temporaneamente l’attività e si è stretto intorno ai familiari. Il cordoglio è arrivato anche dall’Ordine degli Avvocati di Chieti, che ha parlato di una perdita enorme.
Il funerale: ancora nessuna data ufficiale
Al momento non è stata comunicata una data per i funerali. È probabile che si svolgano tra Ortona e Lanciano nei prossimi giorni.
Il sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo, ha fatto sapere che il Comune è pronto a dichiarare lutto cittadino nel giorno della cerimonia.
Una decisione che rispecchia il sentimento di un’intera città, sconvolta da una morte che sembra senza senso.
Le indagini e l’inchiesta aperta
La Procura di Bari ha avviato un’inchiesta per omicidio stradale. I mezzi coinvolti sono stati sottoposti a sequestro, mentre l’autista del van è stato sottoposto a tutti gli esami di rito.
Al momento non risultano accuse formali, ma l’attenzione sulla dinamica dello scontro è altissima. Si cerca di capire chi aveva la precedenza, a che velocità viaggiavano i veicoli, e se ci siano stati comportamenti imprudenti.
Una doppia ferita: madre e figlio
È questo il pensiero che torna più spesso in queste ore: due vite spezzate in un istante. Una giovane donna nel pieno della sua esistenza. E un bambino che non ha mai visto il mondo.
Il dramma di Sara Turzo non è solo una notizia di cronaca. È una ferita che resta, che interroga. E che chiede silenziosamente giustizia.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






