La vicenda di Davide Romeo Dellabianca ultimamente ha scosso tutta Italia e, suo malgrado, è diventato il simbolo di un doppio dramma: la morte della figlia Noemi, e il furto subìto mentre vegliava il suo corpo.
Un padre distrutto: chi è Davide Romeo Dellabianca
Davide Romeo Dellabianca è un imprenditore vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese. Vive a Pietra de’ Giorgi, un piccolo comune in provincia di Pavia. È una figura conosciuta e rispettata nella sua zona: non solo per l’attività agricola di famiglia, ma anche per il suo impegno civico — è capogruppo di maggioranza in consiglio comunale.
Chi lo conosce lo descrive come un uomo riservato, dedito alla famiglia, con una passione autentica per la terra e il vino. Una vita semplice, fatta di lavoro, vendemmie e legami solidi.
E poi, c’era Noemi.
Chi era Noemi Della Bianca?
Noemi aveva 14 anni. Studentessa, solare, affettuosa, amava la danza e i cavalli. La sua mamma, Maria Diaz, è originaria della Repubblica Dominicana e lavora in un ristorante della zona. Una famiglia come tante, con i suoi equilibri, i suoi sogni, le sue battaglie quotidiane.
Noemi sognava di viaggiare, di diventare veterinaria, o forse danzatrice. Non c’è mai stata certezza: solo quella fame di vita che a 14 anni è ancora tutta da esplorare.
L’incidente in scooter e la corsa disperata
Lunedì 21 luglio 2025, in località Fumo (frazione di Corvino San Quirico), Noemi era a bordo di uno scooter guidato da un amico di 16 anni. Non è chiaro cosa sia accaduto con precisione, ma si sa che lo scooter ha tamponato frontalmente una Dacia. L’impatto è stato violento. Noemi e il ragazzo sono finiti sull’asfalto.
Lui se l’è cavata con contusioni lievi. Lei no.
Ricoverata d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, la quattordicenne ha subito un lungo intervento alle gambe, fratturate in più punti. Ma qualcosa è andato storto: un’embolia polmonare, poi un arresto cardiaco. Dopo due giorni di coma, Noemi è morta il 23 luglio.
L’appello disperato: “Mi hanno rubato l’auto mentre vegliavo mia figlia”
Come se non bastasse il dolore della perdita, nelle stesse ore ha subito anche un furto**.
La sua auto, parcheggiata fuori dal pronto soccorso del Niguarda, è sparita nel nulla. Dentro c’erano documenti, effetti personali e oggetti legati a sua figlia. In un momento di lucidità sofferta, ha pubblicato un appello su Facebook: “Mentre ero accanto al corpo di mia figlia in rianimazione mi hanno rubato l’auto. Aiutatemi a ritrovarla. Condividete.”
Non è curioso? In un’Italia dove spesso i social servono solo a litigare, qui sono diventati strumento di solidarietà. Il post è stato condiviso centinaia di volte, ma ad oggi — 28 luglio — non risultano ritrovamenti né sviluppi significativi.
Una comunità sotto shock
Il dolore di Davide è diventato il dolore di un’intera comunità. A Pietra de’ Giorgi, tutti conoscevano Noemi e la sua famiglia. Nei giorni del lutto, la piazza è rimasta in silenzio. La scuola ha dedicato un minuto di raccoglimento. Il Comune ha espresso cordoglio ufficiale.
E il padre? È rimasto in disparte, silenzioso, affranto. Solo un’altra frase, scritta a caldo sui social, ha lasciato il segno: “Non so se avrò mai più la forza di tornare alla vita che conoscevo.”
Le indagini sull’incidente
La polizia locale di Casteggio sta ancora indagando. Si cerca di capire se ci sia stata imprudenza alla guida, se lo scooter avesse l’assicurazione in regola, se si potesse evitare la tragedia. Il 16enne alla guida non risulta indagato formalmente, ma la sua posizione è al vaglio della procura minorile.
Il padre della ragazza, per ora, non ha sporto denunce né rilasciato dichiarazioni ufficiali. Ma il clima, intorno a lui, è fatto di sospensione e rabbia sommessa.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






