C’è un modo di viaggiare che non calpesta, non consuma, ma ascolta. Un turismo che si ferma, che guarda le persone negli occhi, che si fa ponte tra culture. Questo è, da sempre, il cuore di AITR. E oggi, quel cuore batte con ancora più forza: l’Associazione Italiana Turismo Responsabile si è trasformata in Fondazione di Partecipazione AITR ETS. Un cambio di passo che non è solo formale, ma visione, impegno, continuità.
Da queste parti il turismo non è mai stato una questione di numeri. Conta l’impatto, non le presenze. Conta chi sei quando arrivi, e cosa lasci quando te ne vai. Chi sceglie di aderire ai principi del turismo responsabile lo sa: non si viene per cambiare un luogo, ma per lasciarsi cambiare da lui.
Dietro questa filosofia c’è una rete vera. Oltre cento realtà: tour operator, strutture ricettive, cooperative, ONG, associazioni culturali, editori. C’è chi lavora nei borghi, chi nella cooperazione allo sviluppo, chi nell’educazione alla sostenibilità. Tutti uniti dalla stessa idea: viaggiare può migliorare il mondo, se fatto con rispetto.
Dalla Tunisia al Capo Verde: i progetti in cammino
Basta dare un’occhiata ai territori dove AITR è presente per capirne la portata: Albania, Kosovo, Tunisia, Libano, Giordania, Cuba, Mozambico, Capo Verde, Bolivia. Nomi che evocano culture diverse, sfide complesse, risorse straordinarie.
In ognuno di questi Paesi, la Fondazione lavora su più fronti: formazione professionale, promozione di un turismo attento all’ambiente e alle persone, parità di genere, diritti delle minoranze, accessibilità, correttezza nei rapporti di lavoro. Non si tratta solo di turismo: è sviluppo, equità, cooperazione.
E in Europa? Il lavoro si concentra sulle piccole e medie imprese che vogliono diventare più sostenibili e su un punto cruciale: far dialogare davvero scuola e lavoro, formazione e impresa.
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Una nuova forma, la stessa anima
Il 18 luglio 2025 è una data simbolica. Da quel giorno AITR è ufficialmente una Fondazione di Partecipazione. Una scelta che rafforza il suo ruolo pubblico, che le consente di ampliare le collaborazioni, di rendere più stabili i progetti.
Ma l’anima è la stessa di sempre: ascolto, rispetto, coerenza. Non è un caso che a livello internazionale AITR sieda nella vicepresidenza di ISTO, l’organizzazione con sede a Bruxelles che si occupa di turismo sociale e sostenibile.
Appuntamenti da segnare in agenda
AITR non è una sigla astratta. È una comunità viva. E la si incontra, ogni anno, in appuntamenti simbolici: la partecipazione alla fiera “Fa’ la cosa giusta” a Milano, la presenza al festival IT.A.CÀ, e soprattutto “AITR Incontra”, che quest’anno si terrà a Bologna il 29 novembre.
In questi spazi si costruiscono relazioni, si condividono idee, si ascoltano esperienze. È lì che il turismo responsabile prende voce e forma. Nel sito ufficiale della Fondazione, chi è curioso troverà molto: i progetti attivi, le attività associative, documenti, aggiornamenti, percorsi formativi. Ma soprattutto, una visione del turismo che oggi ha bisogno di essere raccontata, capita, scelta. Perché sì, un altro modo di viaggiare esiste. Ed è già realtà.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






