Quando pensi a Gomorra – La serie, il primo volto che ti viene in mente è probabilmente il suo.
Ciro Di Marzio, l’Immortale. L’uomo che non muore mai, neanche quando lo vedi affondare nel Golfo di Napoli.
Ma chi è davvero Marco D’Amore, l’attore (e regista) che ha dato corpo, voce e anima a uno dei personaggi più iconici della TV italiana degli ultimi vent’anni?
Lo conosciamo per quello sguardo duro e malinconico, ma la sua storia è piena di teatro, poesia e una dolcezza inaspettata.
E se ti dicessimo che Ciro è solo la punta dell’iceberg?
Quanti anni ha Marco D’Amore?
Marco D’Amore è nato il 12 giugno 1981 a Caserta, sotto il segno dei Gemelli.
Oggi ha 42 anni, ma dentro porta il peso di tanti personaggi, tante storie. E le ha vissute tutte con una profondità rara.
Le origini: da Caserta a Toni Servillo
La sua è una famiglia normale: padre infermiere, madre professoressa.
Ma nel sangue scorre teatro: il nonno materno recitava con Nino Taranto, comparendo anche in film di Nanni Loy.
Marco studia al liceo scientifico “Armando Diaz”, poi nel 2002 entra alla Scuola Paolo Grassi di Milano, una delle più prestigiose d’Italia.
Il suo debutto arriva poco dopo, nel 2000, con Toni Servillo a teatro. E quella collaborazione gli cambia la vita.
Dal teatro al cinema: la scalata lenta e autentica
Nel 2005 fonda una sua compagnia teatrale, La Piccola Società. Vuole raccontare storie vere, viscerali. Non ama le scorciatoie.
Gira corti, produce spettacoli, lavora con passione. Al cinema arriva con film come Una vita tranquilla (2010) accanto a Servillo, Love Is All You Need (2011), Perez (2014).
Ma il grande pubblico lo scopre solo nel 2014. Quando arriva Gomorra.
Gomorra e Ciro Di Marzio: il personaggio che non lo ha più lasciato
Quando gli affidarono il ruolo di Ciro, lui capì subito che non sarebbe stata una parte qualunque.
“Ciro ha la potenza dei grandi personaggi tragici, da Shakespeare. Ho sognato di lui. L’ho anche odiato.”
Nella serie, Ciro è il killer spietato e malinconico, che attraversa guerre, amori, perdite, vendette. Un personaggio pieno di ombre, ma anche profondamente umano.
Il pubblico lo ama. Lo teme. Lo segue ovunque.
Da attore a regista: nasce L’Immortale
Nel 2019, Marco fa un salto: scrive e dirige “L’Immortale”, film spin-off/prequel che racconta le origini di Ciro e la sua resurrezione dopo quel tuffo nel mare.
Il film è un successo: oltre 6 milioni di euro al botteghino. Ma soprattutto, mostra a tutti che D’Amore è anche un regista sensibile, potente.
Vince il Nastro d’Argento come miglior esordiente alla regia. E nessuno può più dire che sia solo “l’attore di Gomorra”.
Fidanzata e vita privata: chi è Daniela Maiorana?
Marco D’Amore è legato da oltre dieci anni a Daniela Maiorana, manager HR di origine siciliana, pronipote del fisico Ettore Majorana.
Si sono conosciuti ai tempi del liceo. Non sono sposati, non hanno figli, ma condividono una vita intensa e riservata.
Daniela non ama apparire, e Marco l’ha sempre protetta dai riflettori. In un’intervista ha detto:
“Con lei condivido tutto ciò che conta. Il resto è rumore.”
Vivono tra Caserta, Roma e Napoli, ma Marco è tornato spesso nella sua città d’origine. Per lui le radici contano. E tanto.
Cosa fa oggi Marco D’Amore?
Dopo Gomorra e L’Immortale, Marco ha continuato a spaziare tra cinema, teatro e regia.
Tra i progetti più recenti:
- Security (film tratto da un romanzo di Stephen Amidon)
- Caracas, tratto da un romanzo di Ermanno Rea, con Toni Servillo
Ama scrivere, dirigere, immergersi in storie che toccano il reale. E lo fa con uno stile suo, mai urlato, mai finto.
FAQ – Le domande più cercate su Marco D’Amore
Quanti anni ha Marco D’Amore?
42 anni. Nato il 12 giugno 1981.
È sposato?
No, ma è fidanzato da oltre 10 anni con Daniela Maiorana.
Ha figli?
No, non ha figli.
Chi è Daniela Maiorana?
Manager HR di origini siciliane e pronipote di Ettore Majorana.
Ha diretto L’Immortale?
Sì, è il suo debutto alla regia. Uscito nel 2019, è un prequel/spin-off di Gomorra.
Dove vive Marco D’Amore oggi?
Tra Caserta, Roma e Napoli.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






