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Economia

IMU Prima Casa 2023: chi la paga? Chi è esente?

In vista della scadenza della prima rata dell’IMU sulla casa nel 2023, è importante sapere quali sono le esenzioni previste e chi non è tenuto al pagamento. Anche se manca ancora qualche mese alla scadenza dell’IMU 2023, è consigliabile prepararsi in anticipo. La scadenza della prima rata è fissata per il 16 giugno 2023. Per evitare sorprese, è fondamentale avere una conoscenza chiara delle esenzioni previste e dei soggetti che ne possono beneficiare. In questo modo, si può essere pronti a pagare l’IMU senza incorrere in sanzioni.

IMU Prima Casa 2023: la casa al centro delle attenzioni del Governo

IMU Prima Casa: si avvicina la prima scadenza fissata per il 16 giugno 2023. Ma chi deve pagare questa tassa? Chi può beneficiare dell’esenzione dell’IMU Prima Casa?

Bisogna fin da subito sottolineare il fatto che per delimitare in maniera chiara quelli che sono i casi di esonero dal versamento dell’IMU, è necessario considerare la tipologia di immobile posseduto e in cui si dimora.

La casa torna al centro delle attenzioni del Governo nonostante il perdurare della pandemia.

Tremano tutti i proprietari di immobili, anche quelli che possiedono solo un’abitazione principale per viverci.

L’IMU è una tassa che consente allo Stato di batter cassa: si prevede di incassare dai 20 ai 25 miliardi all’anno.

Altri 20 miliardi di euro dovrebbero essere incassati regolarmente dall’IMU sulle seconde case.

Si tratta di un gettito che nella porterà risorse finanziarie nelle casse statali e consentirà di ripianare in parte i disastrosi bilanci pubblici.

 

IMU Prima Casa 2023: quando è possibile beneficiare dell’esenzione?

In quali casi è possibile beneficiare dell’esenzione IMU Prima Casa 2023?

È stata confermata l’esenzione Imu per gli anziani ospitati in strutture anche per l’anno 2023. Tuttavia, per ottenere tale esenzione, è necessario che l’anziano proprietario dell’immobile sia ricoverato in modo permanente o in lunga degenza presso una casa di riposo e che l’immobile non sia stato affittato ad altri soggetti, poiché in tal caso l’immobile produrrebbe reddito e non sarebbe esente da Imu.

Dal 2013 non si paga l’IMU sull’abitazione principale, ossia l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo ha fissato la residenza anagrafica e vi dimora abitualmente.

È la Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), all’articolo 1, comma 741, a stabilire la definizione di abitazione principale.

Si tratta dell’immobile, iscritto o ascrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare,

“nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.

Per beneficiare dell’esenzione IMU Prima Casa è necessario che l’immobile posseduto sia quello in cui il contribuente e il suo nucleo familiare hanno stabilito la propria residenza anagrafica e vi dimorano abitualmente.

IMU Prima Casa 2023: nessuna esenzione per gli immobili di lusso

Per capire quando il contribuente e proprietario dell’immobile beneficia dell’esenzione, è necessario verificare la categoria catastale dell’immobile.

L’IMU si paga anche sulla prima casa se rientra nelle seguenti categorie:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile;
  • A/8: abitazioni in ville;
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

L’IMU è dovuta nella misura dello 0,5%, aliquota che il Comune può incrementare fino ad un massimo dello 0,6%.

Per agevolare i possessori di abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 è riconosciuto il diritto ad una detrazione di duecento euro dall’importo dovuto.

Esenzione sisma Emilia Romagna

La legge di conversione del decreto Sostegni Ter ha esteso l’esenzione Imu ai territori colpiti da eventi sismici in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto fino alla ricostruzione o dichiarazione di agibilità dei fabbricati. Inoltre, la legge ha rinnovato la sospensione dei pagamenti Imu per i territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 fino al 16 dicembre 2023. L’esenzione si applica a comuni specifici in Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, nonché ai fabbricati distrutti o soggetti a ordinanze di sgombero in zone del Centro Italia colpite dagli eventi dal 24 agosto 2016 fino alla ricostruzione o agibilità, e in ogni caso fino alla fine dell’anno.

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