Le università telematiche rappresentano un’alternativa agli atenei tradizionali abbastanza recente in Italia. Sono state introdotte con il Decreto Ministeriale Moretti-Stanca circa 20 anni fa, in ritardo rispetto al resto del mondo che conosceva questa nuova modalità di fruizione dell’istruzione universitaria già da molto tempo.

Questo fenomeno, però, è in rapida crescita. Le università telematiche sono sempre più diffuse e contano un numero sempre maggiore di iscritti. Il loro successo è senza dubbio esploso nei periodi più difficili legati alla pandemia, che hanno visto la maggior parte degli studenti rimanere a casa e frequentare le lezioni a distanza, potendo godere di tutti i vantaggi offerti dall’e-learning.

Le università telematiche rilasciano titoli legalmente riconosciuti, pertanto, non vi è alcuna differenza tra un ateneo tradizionale e una laurea conseguita presso un ateneo telematico.

 

Immatricolarsi presso un’università online vuol dire intraprendere un percorso di formazione universitaria esclusivamente attraverso il web, potendo frequentare i corsi in qualunque luogo si desideri, purché dotati di un dispositivo digitale, come PC, Tablet o smartphone e una connessione a internet stabile.

L’e-learning, di fatto, è la modalità attraverso cui le università telematiche erogano i propri corsi, non solo in Italia, ma anche negli altri Paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, senza dimenticare Francia, Germania o Spagna. Attraverso questa nuova modalità di fruizione delle lezioni è possibile frequentare i corsi delle università telematiche di tutto il mondo, conseguendo titoli riconosciuti anche in Italia, e incrementare così il valore del proprio Curriculum Vitae.

Ma qual è lo scenario che si prospetta su questa innovativa modalità di studio e formazione?

Gli iscritti alle università telematiche aumentano

Come già accennato il successo delle università telematiche in Italia, ma anche nel mondo, sta conoscendo un visibile incremento.

Basta solo guardare il dato italiano, da cui si evince che solo nell’ultimo anno accademico sono stati registrati ben 17.736 iscritti tra le 14 università telematiche presenti in Italia, secondo quanto riportato su Talents Venture. Un’informazione che sembra posizionare le università online solo dopo l’Università La Sapienza, come numero di iscritti.

Questa tendenza sta influendo un po’ su tutto il settore dell’offerta formativa, soprattutto in seguito a quanto avvenuto con la pandemia e al modo in cui sono cambiate le esigenze di professionisti e studenti, sempre più inclini ad affidarsi alle nuove tecnologie per la propria carriera universitaria.

Quali cambiamenti attesi per il futuro

Il mondo dell’istruzione, alla luce di quanto appena presentato relativamente all’ascesa delle università telematiche e dell’e-learning in generale, sta cambiando volto, orientando la propria offerta sempre più verso una proposta didattica che sfrutta le più innovative piattaforme online.

Basta guardare anche alla corsa verso un ammodernamento delle tecnologie da parte delle università tradizionali, per poter offrire una formazione a distanza, o quantomeno ibrida, anche successivamente agli eventi legati alla pandemia.

Bisogna poi tenere conto delle nuove esigenze di studenti e professionisti, ormai fortemente legati agli strumenti digitali, con una necessità crescente di organizzare la propria vita in funzione non solo degli impegni accademici, ma anche lavorativi e personali, frequentando le lezioni con i propri ritmi e non con quelli dettati dagli atenei tradizionali.

Di conseguenza, le università telematiche si presentano come quelle che meglio di altre formule riescono a rispondere a queste nuove esigenze, rappresentando un’alternativa valida per conseguire un titolo, in modo più flessibile e adattabile alle proprie abitudini.

 

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