Se si va a consultare un dizionario alla ricerca della parola giardino innanzitutto possiamo partire dalla sua definizione: per lo più un giardino è un terreno recintato con muro, steccato o cancellata, in cui ci sono piante ornamentali e fiori, allo scopo di passeggio, vista e attività ricreative. Può essere pubblico o privato, adiacente ad una villa o ad una abitazione oppure, nella forma isolata, può essere ubicato alla periferia dei centri abitati ma anche al centro di essi e assumere il nome di parco. Possiamo poi concentrarci sulle informazioni che ci vengono fornite riguardo l’etimologia del termine.

Etimologia giardino, qual’è l’origine del nome

La parola moderna deriva dal francese jardin che significa luogo chiuso e risale al XII secolo. A sua volta la si può far risalire al gotico gart che indica un recinto e dal latino medievale gardinium del X secolo. La radice del termine è indo-germanica riferita ad hart o gart, come abbiamo già detto, che rimandano al significato di cingere o circondare. Secondo alcuni il significato del termine giardino andrebbe fatto derivare da custodire, fare la guardia, sorvegliare come ulteriore interpretazione della traduzione (o distorsione) originaria di cingere e luogo chiuso. Anche in greco e in latino il termine non ha una origine univoca ma più parole rimandano al concetto di giardino o sono un derivato di giardino, a seconda delle caratteristiche specifiche. Sia la parola latina hortus che quella greca kepos si riferiscono genericamente ad un luogo circoscritto, delimitato e chiuso. Ma a seconda della funzione e dell’utilizzo i latini avevano anche altri termini per riferirsi a diversi esempi di giardino.

Giardino, dai greci ai latini fino ai persiani

Ad esempio il termine nemus stava ad indicare un terreno boschivo, non completamente recintato, di solito luogo per celebrare riti sacri che in epoca cristiana poteva essere indicato anche con il nome di locus. Famoso in questo senso il Bosco di Nemi. Il pomarium era ad esempio il frutteto mentre il viridarium era quello che oggi chiamiamo vivaio, il terreno cioè dove si producevano e accudivano le nuove piante. L’origine dell’uso del giardino nell’accezione diciamo moderna, che risponde ad una innata attitudine dell’uomo a rapportarsi alla natura, si può far risalire addirittura all’antico Egitto. Erano presenti come luogo di bellezza e a scopo ornamentale in tutte le case più ricche e sontuose. Oppure nei templi dove assumevano una valenza religiosa e di culto. Nel mondo persiano i giardini sono inseriti all’interno dei palazzi reali e dovevano essere una rappresentazione della ricchezza dell’universo tanto da contenere animali in libertà di tutte le speci, di fatto la riserva reale di caccia. C’erano poi canali, grandi aiuole ed opere monumentali. Oltre a quelle imponenti di ingegneria ed irrigazione che sicuramente erano servite per bonificare i terreni sottratti al deserto in cui erano poi sorti i bellissimi giardini, probabilmente ispirati ai giardini pensili di Babilonia, considerati una delle sette meraviglie del mondo antico     

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