Ormai nella vita quotidiana di oggi, immersa completamente in una dimensione digitale, siamo costretti a possedere, per le più svariate esigenze, un account per ogni servizio di cui abbiamo bisogno. Per accedere ai vari siti e applicazioni di cui abbiamo bisogno, non solo per piacere, intrattenimento e informazione ma anche per lavoro, questioni di gestione economica degli affari, acquisti, rapporti con la pubblica amministrazione, abbiamo bisogno di possedere delle credenziali che ci permetto di navigare a fare operazioni attraverso il nostro profilo personale, a nostro nome e in maniera esclusiva. Potremmo dire anche protetta. Perché elemento principale di questa nostra identità virtuale è la password personale, privata e segreta, a cui essa è intrinsecamente associata. Solo la conoscenza e l’utilizzo di essa, nelle fasi di acceso in cui è richiesta, può autorizzare qualcuno ad operare legittimamente a nostro nome e il sito stesso riconoscere la licenza a farlo.

Quali sono le password più usate

Ecco appunto. Accedere illegittimamente a questa informazione, alla password, è considerato già reato ancor prima delle conseguenze che questa sottrazione indebita produca gli altri illeciti per cui è stata sottratta o decifrata, ad esempio sottrarre del denaro dai conti privati. È buona norma proteggersi da chi con pochi click, persone esperte della materia informatica, può risalire alla nostra password. È necessario utilizzare combinazioni complesse di lettere, numeri e simboli e non le stesse per più account differenti. Ma per pigrizia e a volte noncuranza finiamo per trascurare questo accorgimento e la stessa password per comodità, per non dovercene ricordare o appuntare troppe, viene usata in più account. NordPass è un sito che si occupa di gestione ed archiviazione di password. Secondo il loro database, che contiene 4 TB di dati raccolti in 50 paesi, la password più utilizzata in Italia è “123456”, seguita da altre varie combinazioni dei primi 10 numeri. Nella top venti troviamo nomi propri come “Andrea” (9° posto), “Francesca” (20° posto) e nomi di squadre di calcio (“Juventus” al 6°, “Napoli” al 10°). Non mancano delle parole ironiche tipo “password” (8°) o “cambiami” (14°). Oppure “000000” al 7° posto e “111111” al 12°. Non mancano inoltre “ciaociao” e “amoremio” rispettivamente al 18° e 19° posto.

Come inventare una password sicura

La mancanza di originalità non è una questione di stile ma un problema di sicurezza. Le prime dieci password dell’elenco vengono bypassate in pochi secondi rendendo i dati personali fino a quel momento protetti, accessibili a chi può farne il peggior uso per noi e il migliore per lui. È necessario che la password sia sicura e non banale. Esistono siti che generano per noi password con alti standard di sicurezza, codici alfanumerici la cui combinazione è molto sicura. Se proprio, come è normale, vogliamo ingegnarci da soli a trovare una password sicura innanzitutto evitiamo nomi propri, date di nascita e di ricorrenze e serie di numeri troppo elementari. Per fortuna spesso i siti stessi che richiedono in fase di registrazione di inventare una password hanno un filtro che ci segnala e averte quando questa ha raggiunto o meno l’opportuno livello e requisito di sicurezza. Altrimenti ci suggerisce i parametri con cui impostarla. Oppure si genera automaticamente e possiamo decidere di accettare quella di default.    

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