Il nostro stile di vita è il frutto di una serie di comportamenti e atteggiamenti che condizionano anche il nostro stato di salute. Molto spesso ci ritroviamo ad avere delle abitudini che nulla hanno a che fare con la ricerca del benessere del nostro corpo. Su tutte l’alimentazione. Per quanto riguarda il mangiare non solo la quantità e la qualità ma anche il modo e i tempi con cui assumiamo cibo possono avere effetti collaterali sull’equilibrio e la salute del nostro corpo. Colazione, pranzo e cena innescano una serie di meccanismi che coinvolgono molti organi e di conseguenza il peso che tutto ciò ha sul benessere del nostro corpo e sull’equilibrio del nostro orologio biologico non è trascurabile. In particolare, dal punto di vista medico, stiamo parlando anche del cosiddetto ritmo circadiano. Coinvolta sarebbe anche la memoria.

Mangiare a tarda notte e conseguenze sulla memoria

Si tratta di mantenere in sincrono tutta una serie di attività e processi biologici del nostro corpo che se sfasati possono generare effetti collaterali anche sul cervello. Mantenere la routine e la regolarità di certe sane abitudini è in definitiva un fattore positivo per la nostra salute. Ad esempio, secondo alcune ricerche avere l’usanza di mangiare a tarda notte potrebbe contrastare l’efficacia della memoria a breve e lungo termine, favorendo addirittura l’insorgere della demenza. La digestione che inizia il suo processo troppo tardi potrebbe causare disturbi del sonno. Il processo fisiologico coinvolto sarebbe quello del cervello che ha a che fare con il lavoro e la funzione delle sinapsi di memorizzare e veicolare le informazioni.

Memoria a breve e lungo termine: effetti collaterali del mangiare fuori orario

In particolare sarebbe l’ippocampo – regione del cervello deputata all’elaborazione e al recupero della memoria a lungo termine e la capacità di riconoscere i nuovi oggetti –  a subire maggiormente le conseguenze di una non regolarità negli orari dei pasti e soprattutto dell’assunzione di cibo a tarda ora. Secondo Science Daily,  sarebbe proprio l’ippocampo a svolgere la funzione preziosissima di far corrispondere tra loro i sensi e le emozioni alla memoria. Grazie ad un esperimento che si è svolto al Semel Institute della David Geffen School of Medicine dell’Università della California è stato possibile notare come in effetti mangiare a tarda notte abbia delle conseguenze sulla memoria a breve e lungo termine. I soggetti sotto esame avevano difficoltà a ricordare delle cose e a riconoscere nuovi oggetti 

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