Sintomi infarto

Avere l’esigenza di andare in bagno per soddisfare dei bisogni fisiologici rientra nel normale comportamento che il funzionamento del nostro corpo ci impone. E in nessun caso è sintomo di una patologia. Quello che può destare preoccupazione e indurci a rivolgerci ad un medico può essere l’elevata frequenza con cui avvertiamo il bisogno di evacuazione. Avere necessità di andare spesso in bagno, in questo caso, può nascondere qualche insidia per la nostra salute. Il legame tra movimento intestinale e malattie cardiovascolari, il cosiddetto infarto, è stato indagato e approfondito da alcuni studi e ricerche che hanno portato alla luce l’esistenza di una effettiva correlazione.

Correlazione tra infarto e movimenti intestinali: lo studio

L’analisi dei dati ha riguardato un campione rappresentativo di oltre 480mila soggetti in buone condizioni di salute, di età compresa fra 30 e i 79 anni. I soggetti avevano tutti un profilo clinico che doveva escludere nella loro storia di pazienti casi di ictus, forme cancerose e malattie cardiache negli ultimi dieci anni. Effettivamente il risultato che è emerso confermerebbe una incidenza maggiore nell’esposizione al rischio di cardiopatie da parte dei soggetti che hanno movimenti intestinali più di una volta al giorno. Ovviamente è minore il rischio di infarto tra i soggetti che necessitano di andare in bagno una sola volta nell’arco del 24 ore.

Non solo l’infarto: altre correlazioni con la frequenza di evacuazione

La frequenza di evacuazione nei casi in cui è riscontrabile come superiore alla norma potrebbe avere un ruolo negativo e aggravante anche in una serie di altre complicazioni croniche. La correlazione esisterebbe anche rispetto a patologie come il diabete, l’insufficienza cardiaca, le broncopneumopatie e le patologie renali. In definitiva si può affermare che maggiore è il numero di volte in cui si ha necessità di utilizzare il bagno, maggiore è il rischio di incorrere in malattia vascolari e non solo. D’altro canto, all’opposto, anche la stitichezza è correlata alla possibilità di sviluppare disturbi cardiaci e questo era già noto ai ricercatori.

Riconoscere i sintomi di un infarto

In tal senso allora non è mai abbastanza l’attenzione e il monitoraggio che ognuno può esercitare nei confronti della propria salute. A partire dal riconoscimento tempestivo dei sintomi che possono annunciare l’insorgere di un malanno e rappresentare una importante chance di sopravvivenza. Nel caso di un infarto la British Heart Foundation (BHF) indica il dolore al petto che poi si diffonde in altre parti del corpo, la nausea, il senso di svenimento e la mancanza di respiro fra i segnali più frequenti e significativi a cui prestare attenzione e da non sottovalutare.    

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