poke mania

Che cos’è un poke? E coma mai sta spopolando ovunque?

Le origini del poke,iatto hawaiano

Le origini del poke sembrano risalire in un’epoca davvero remota. Si ipotizza addirittura il 400 d.C. in seguito all’insediamento dei polinesiani nelle Hawaii. La sua tradizione culinaria è legata alle usanze dei pescatori quando uscivano in barca. Infatti, essi erano soliti tagliare il pesce crudo a piccoli cubetti per poi condirlo con sale e con alghe, o altri ingredienti di riserva. Questi erano conservati nello stipite, per poter consumare uno spuntino veloce e rimettersi al lavoro.

A partire da questa contestualizzazione geografica, il poke diventa un piatto tipico hawaiano, il quale comincia ad affermarsi intorno agli anni ’70.

In principio, la ricetta poke prevede come ingredienti basilari due tipi di pesce, ovvero il tonno e il polipo. Essi, prima di tutto, devono essere spellati e sviscerati. Si procede poi con il tagliare questi due pesci a pezzetti, per unirli a un condimento preparato con alghe limu, inamona e noci di Kukui.

L’influenza della cucina giapponese

Sin dall’inizio questa pietanza risente dell’influenza della cucina giapponese, mediata dagli innumerevoli visitatori che giungono presso le isole Hawaii. Infatti, proprio ai giapponesi si devono le principali variazioni all’interno della ricetta originaria. Basti pensare agli elementi che prevalgono tra i condimenti essenziali. Effettivamente, tra gli ingredienti basilari è possibile notare la presenza della salsa di soia, dell’olio di semi di sesamo e dello scalogno.

La “contaminazione” delle ricette hawaiane tradizionali con una cultura differente crea degli “innesti” che porteranno al riconoscimento, alla diffusione e all’apprezzamento di questa pietanza su scala mondiale. Ciò è segno della storia di un popolo che trionfa; perché finalmente si pensa alle Hawaii non soltanto ricordando il bombardamento di Pearl Harbour. C’è qualcosa di più, è la storia di una terra che esiste e che si racconta attraverso le sue molteplici sfaccettature, le quali sono tutte diversamente e meritatamente importanti.

L’exploit del sushi bowl in Italia

Negli ultimi tempi, la nostra bella Italia ha conosciuto un vero e proprio exploit del sushi bowl. Merito di ciò sicuramente va alla cucina giapponese, ben radicata e molto apprezzata nel nostro territorio nazionale. La formula primordiale per un buon marketing è sempre la stessa, ossia l’opinione del cliente, di colui che sperimenta e che non ha paura di andare oltre ciò che conosce. Nell’era della digitalizzazione, la voce del consumatore risuona alla massima potenza grazie alle recensioni sui social, alla condivisione di foto che immortalano pietanze dall’aspetto inusuale e appetitose, all’indicizzazione dei luoghi visitati, etc.

Tuttavia, è importante ricordare il contributo prorompente di Sam Choy, lo chef stellato che all’inizio degli anni ’90 si è imbarcato per un viaggio culinario alla scoperta delle ricette più rinomate delle coste del Pacifico. Per certi versi, Sam Choy è il mentore di tutti gli imprenditori che hanno creduto nella sua idea vincente e l’hanno trasformata nel proprio business societario. Essi certi che non è la quantità a fare la differenza bensì la qualità, hanno puntato a mettere in tavola un piatto essenziale, ricco di profumi e di colori capace di conquistare anche il palato più scettico.

 

 

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