Investire in borsa presuppone l’analisi e lo studio del titolo su cui si intende investire, ma queste attività potrebbero risultare ostiche per chi è alle prime armi e non ha molta dimestichezza col glossario borsistico e con le regole dei mercati.
Diciamo subito che anche i trader con poca esperienza, grazie alle nuove piattaforme che consentono di investire in autonomia, hanno a disposizione tutti gli strumenti per orientarsi ed investire in modo consapevole.

Studiare un titolo

Innanzitutto, per studiare un asset occorre considerare il prezzo di apertura e chiusura della seduta e di quella precedente, il prezzo attuale e i massimi e minimi del titolo nelle ultime 52 settimane (quotazioni borsa).
Altro elemento importante da studiare sono i volumi, cioè quanti acquisti e vendite presenta il titolo in media e in un determinato intervallo temporale, così da determinarne la volatilità, cioè la predisposizione a presentare oscillazioni di prezzo contenute o marcate; di solito sono i titoli finanziari o a scarsa capitalizzazione a presentare i valori di volatilità più alti.
L’investimento di norma avviene considerando l’incrocio tra domanda e offerta, cioè il punto esatto in cui si incontrano le aspettative di chi vende e chi acquista (denaro e lettera), mentre la valutazione generale sul titolo e sulla società che rappresenta può essere affidata al price earning, che rivela la redditività della società, ed è dato dagli utili prodotti dall’attività diviso il numero delle azioni. Tutte queste informazioni si possono trovare consultando i principali giornali finanziari (Milano Finanza quotazioni, il Sole 24 ore borsa) oppure nel Book del titolo; tutte le piattaforme attuali hanno dashboard più o meno complete che offrono i principali indicatori dell’asset.

Come leggere i grafici

Per semplificare, prendiamo in esame l’indice FTSE MIB della Borsa di Milano (borsaitaliana), che rappresenta un paniere delle società a maggiore indice di capitalizzazione (blue chip da listino borsa Milano); dall’elenco è possibile vedere le quotazioni attuali, l’andamento della quotazione in percentuale rispetto alla chiusura precedente.
Una volta verificati gli elementi poc’anzi indicati, si può monitorare il grafico che rappresenta l’andamento del titolo nell’intervallo di tempo desiderato (borsa italiana azioni in tempo reale o indicando un diverso lasso di tempo).
Le tipologie di grafici più comuni sono: a linee (o montagna), a barre, a candele; presentano l’orizzonte temporale e di solito in basso i volumi. I grafici rendono possibile individuare, tramite un’analisi tecnica, il trend walk, cioè l’andamento del mercato azionario (principale se pluriennale, intermedio se mensile, minore se settimanale).
A questo punto, il trader può arricchire il grafico con alcuni indicatori che possono fornire informazioni più specifiche sul trend dell’asset, in modo da fare previsioni più accurate.
Uno dei più usati è l’oscillatore stocastico (slow o fast), che confronta il pressi di apertura e chiusura del titolo, i massimi e i minimi e graficamente si muove in un canale il cui minimo ha convenzionalmente valore 20, il massimo 80. Se un titolo sfonda il minimo presenta una situazione di ipervenduto, mentre superare il tetto massimo rivela una situazione di ipercomprato; secondo l’andamento dello slancio, o momentum il titolo può accelerare al rialzo o al ribasso. Un altro indicatore importante è la media mobile (lenta o veloce) che rappresenta l’analisi delle serie storiche dell’asset.

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