Sui mercati delle criptovalute, dopo un periodo tutto sommato tranquillo a cavallo del primo trimestre dell’anno, è tornata a far capolino la volatilità con un’intensità del tutto paragonabile a quella che era stata nell’ultima parte del 2021. Le ondate di vendita hanno interessato indistintamente tutto il settore e naturalmente il Bitcoin ha assunto ancora una volta il ruolo di catalizzatore: è proprio la crypto più capitalizzata a suscitare maggior apprensione tra gli investitori, poiché per il suo status è ragionevolmente il token su cui i portafogli sono maggiormente esposti. Difatti, anche se fin dagli esordi la quotazione dell’asset digitale ha abituato gli operatori a cambiamenti di scenario estremi, è pur vero che con il trascorrere del tempo la platea degli holders si è infittita sulla scia delle performance generate; per questo motivo ulteriori approfondimenti ribassisti potrebbero rappresentare un problema per i buyers dell’ultima ora.

Naturalmente BTC, così come gli altri sottostanti del settore, è un asset complesso e rischioso per natura, quindi è fondamentale che i possessori, oltre ad avere un profilo adeguato, siano esposti in percentuali minime rispetto al patrimonio personale; tuttavia non aver il controllo di una parte della diversificazione di portafoglio, seppur piccola, costituisce una condizione di disagio. A questo proposito, sul sito tradingonlinetop.com, portale di approfondimento sugli investimenti online, vengono messe a disposizione alcune analisi proprio con lo scopo di fornire al lettore delle risorse utili ad orientarsi in questa fase alquanto complessa che contraddistingue le criptovalute, così come i mercati finanziari in generale.

Uno sguardo alla struttura tecnica di Bitcoin

Da un punto di vista tecnico, la struttura di prezzo di medio e lungo periodo su Bitcoin si è deteriorata rispetto a quella che era l’impostazione ad inizio anno, non a caso i minimi di Gennaio sono stati abbondantemente violati sul time frame giornaliero; ciò non vale per le scansioni temporali di ordine superiore che fino a questo momento hanno in qualche modo contenuto e riassorbito gli eccessi ribassisti.

Quindi, in attesa di valutare i prossimi close settimanali e il close mensile, il focus degli analisti è concentrato sull’importantissima area supportiva, compresa tra 28000 e 32000 dollari, che nella fase post emergenziale ha sempre respinto con efficacia gli attacchi dei sellers e per ben due volte ha rappresentato il trampolino di lancio per la formazione dei record assoluti di capitalizzazione.

Bitcoin: mover responsabili della nuova fase di risk off

Dall’analisi degli esperti di tradingonlinetop.com emerge altresì come le ultime ottave delle contrattazioni di Bitcoin siano state caratterizzate da eventi esogeni che hanno indotto le chiusure forzate delle posizioni e, conseguentemente, hanno provocato il mini-crash che ha interessato le quotazioni.

La nota vicenda della crypto Terra Luna e della sua stablecoin ha rappresentato, ovviamente, il mover più importante; tuttavia non sono mancati altri elementi di disturbo: su tutti le dichiarazioni di Warren Buffet nella conferenza annuale di Berkshire Hathaway, riguardanti proprio la natura di Bitcoin che, rappresentando un asset non produttivo, è stato comparato dall’oracolo di Omaha ad un oggetto di poco valore.

Bitcoin: come procede la regolamentazione

Nonostante queste considerazioni su Bitcoin inteso come asset finanziario, è opportuno sottolineare che, a differenza di Buffet, in tanti vedono nella sua tecnologia -non poi così astratta-, tanto quanto in quella di atri progetti digitali, enormi potenzialità ancora inespresse.

Difatti la crescente diffusione del token come mezzo di pagamento è un dato inconfutabile: sono ormai numerose le sperimentazioni che hanno dato il via alla circolazione della valuta virtuale in parallelo alla divisa in corso legale; dopo El Salvador, anche la Repubblica Centrafricana e l’Argentina si sono mosse nella medesima direzione del paese del Centro America. E chi pensa che si tratti di un fenomeno circoscritto a economie di piccole dimensioni, senza possibilità di estensione su larga scala, dovrebbe riflettere sul fatto che anche altri Governi hanno accelerato il processo di regolamentazione dell’ecosistema crypto.

 

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