sushi

Il sushi, pietanza tipica giapponese, è ormai diffuso in tutto il mondo e negli ultimi anni ha avuto anche nel nostro Paese un enorme successo. Il nome sushi indica generalmente alcune pietanze giapponesi realizzati proprio con determinati ingredienti: riso, pesce crudo, alghe o uova.

Proprio per l’utilizzo di pesce crudo, è fondamentale usare per comporre il sushi ingredienti freschi e di qualità; non solo per poter mangiare piatti effettivamente e gustosi, ma soprattutto per evitare di avere problemi di intossicazione. Per questo risulta molto importante saper riconoscere se il sushi che abbiamo davanti è veramente fresco oppure no. Vediamo dunque come fare.

Sushi giapponese: osservare la qualità

Il sushi ha bisogno di qualità, per questo utilizzare pesce di elevata qualità è fondamentale ed è possibile riconoscerlo osservando proprio le caratteristiche organolettiche del prodotto stesso. Nel caso appunto del pesce occorre valutare diversi parametri, tra i quali l’odore e l’aspetto. Nel caso di sushi fatto in casa è importante per ciò rivolgersi al proprio pescivendolo di fiducia e pretendere un prodotto fresco.

Riconoscere se il pesce è fresco dall’aspetto

Per realizzare una ricetta sushi con i fiocchi, si parte dunque dal pesce del quale bisogna dapprima esaminare l’aspetto per capirne la freschezza. Il colore di un pesce fresco rispetto a un pesce più vecchio tende infatti ad essere diverso. Più il tempo passa e più la colorazione normale del pesce tende a sbiadire. Per molti tipi di sushi viene ad esempio utilizzato il salmone e proprio questo pesce dal colore tipicamente rosato tende a divenire più pallido e decisamente meno brillante con il passare del tempo.

Purtroppo chi cerca del pesce per realizzare una sushi ricetta, deve fare molta attenzione anche a eventuali prodotti che vengono spruzzati proprio sopra l’alimento per donargli un colorito migliore. E in casi del genere risulta infatti difficile capire se il pesce per la preparazione sushi che vorremmo comprare è realmente fresco oppure no.

Piatti sushi: riconoscere il pesce fresco dall’odore

Un altro parametro da valutare per capire se il pesce è fresco e di qualità è indubbiamente l’odore che non deve mai essere troppo forte. Un lieve odore di mare è assolutamente nomale per qualsiasi pesce fresco, mentre un cattivo odore di pesce, forte e nauseante sta a significare il pesce non è fresco.

In tal caso non bisogna ovviamente utilizzarlo per preparazioni come sushi e sashimi, perché potrebbe dare veri problemi di intossicazione. Nel caso di tipi sushi già pronti, per riconoscerne la freschezza l’odore del pesce non dovrebbe sovrastare quello del riso.

Ricetta riso sushi: che sapore ha quando è fresco?

Un altro modo per riconoscere la freschezza del pesce e del sushi riguarda ovviamente il sapore. Se i diversi sushi tipi sono freschi, questi presentano un sapore delicato e mai troppo forte. Una buona ricetta riso sushi non dovrebbe lasciare alla bocca un retrogusto amaro. Un ulteriore consiglio è di assaggiare tutti i tipi di sushi prima senza condimenti per poterne sentire meglio il sapore senza che il gusto delle salse lo sovrastino.

Consistenza del pesce: come valutarne la freschezza

Se volete cucinare sushi, un altro modo per valutare la freschezza è il controllo della sua consistenza. In particolare, un pesce pescato da poco presenta una consistenza morbida e per niente elastica, infatti tende a tornare alla forma originale se viene pressato.

Prima di mettervi alla prova con ottime ricette sushi giapponese, consigliamo perciò di valutare la consistenza del pesce che volete utilizzare imprimendo una leggera pressione sul pesce con un bastoncino: se il pesce torna poi alla forma originaria significa che è fresco, in caso contrario sarebbe meglio non utilizzarlo per una sushi ricetta originale che prevede un suo utilizzo a crudo.

Come si fa il sushi: fondamentale il wasabi di qualità

Chi ama questo tipi piatto giapponese sa che il wasabi, una salsa verde dal particolare sapore piccante, si presenta come l’accompagnamento perfetto. Questa salsa per la sua creazione richiede l’uso della radice di wasabi (o rapanello giapponese). Per capire se la salsa wasabi è davvero di qualità, bisognerebbe vedere come la preparano, una pratica possibile in molti ristoranti giapponesi.

A volte, infatti, il rafano può sostituire la radice di wasabi, ma risulta chiaro che il risultato finale con sia assolutamente la stessa cosa. I ristoranti migliori, per permettere all’ospite di vedere con i propri occhi la qualità degli ingredienti, tendono dunque a grattugiare il wasabi direttamente nel piatto.

Differenza con il sashimi

La freschezza del pesce è fondamentale anche per la preparazione del sashimi che si differenzia dal sushi perché è un piatto composto solo da pesce, senza riso nè altri ingedienti. Proprio per questo, nel sashimi risulta essere più facile comprendere se il pesce utilizzato è veramente fresco e il sapore può essere valutato meglio non essendo coperto da altri aromi.

Attenzione al sashimi che viene coperto fin da subito con wasabi, poiché potrebbe essere stato fatto per nascondere un qualità bassa del pesce. Pesce di qualità e salsa wasabi dovrebbero sempre essere serviti separatamente, in modo che ognuno possa servirsene a proprio piacimento.

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