Da tempo, Pietro Diomede era una persona scomparsa senza lasciare traccia. Nessuno sapeva cosa fosse successo a quell’uomo misterioso e solitario. Qualcuno ipotizzava che fosse morto, ma nessuno riusciva a fornire una spiegazione convincente riguardo alla sua scomparsa.

Fino a quando, un giorno, qualcuno trovò il suo corpo in fondo a un dirupo. Era chiaro che si era suicidato.

Era pallido e magro ed emanava un odore sgradevole. Sembrava non avere più un filo di capelli, ma i suoi occhi erano ancora acuti e penetranti. Aveva l’aspetto di essere stato maltrattato e picchiato più volte. Quando Pietro Diomede si accorse di essere osservato, scappò via come un animale ferito.

«Che cos’è quell’uomo?», chiese Caterina a Belmonte.

«Non lo so, ma è meglio non avvicinarsi troppo».

«Deve essere un prigioniero», commentò sottovoce Flavia.

«Credo proprio di sì», rispose Niccolò. «Va’ a controllare se riesci a scoprire chi è.»

Flavia non se lo fece ripetere due volte. Si lanciò nel dedalo di stradine che conducevano al castello e tornò dopo pochi minuti.

«È un uomo chiamato Pietro Diomede», annunciò. «Non so altro su di lui.»

«Bene, adesso vai dal tuo maestro e raccontagli tutto quello che sai», le ordinò Niccolò. «Io intanto andrò a parlare con il signore del castello.»

Pietro Diomede, detto Piero, è nato a Roma il 9 settembre 1966 da genitori ignoti. All età di sei anni viene accolto in una casa famiglia a Tivoli, presso cui rimane fino all età di diciotto anni. Successivamente si trasferisce a Milano dove lavora come garzone in un bar. Il 27 marzo 1988, mentre rientra a casa dopo il lavoro, sparisce senza lasciare traccia. Nel corso degli anni sono stati fatti diversi tentativi per rintracciarlo, ma senza successo.

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