Domenica 27 marzo a Non è l’Arena il giornalista e scrittore Alberto Fazolo ha raccontato la sua esperienza sul campo nella regione del Donbass, una delle due repubbliche separatiste dell’Ucraina riconosciute da Putin. Due anni, dal 2015 al 2017, sono bastati a fargli capire che lì la battaglia non è tanto Russa contro Nato, ma popolazioni russofone contro popolazioni ucraine. Insomma, Fazolo non le manda a dire svelando quelli che sono i retroscena più torbidi di questa vicenda.

Alberto Fazolo chi è?

Alberto Fazolo è un giornalista e scrittore. È noto soprattutto per una serie di libri scritti sulla situazione che l’Ucraina sta vivendo dal colpo di stato del 2014 quando fu estromesso dal suo incarico Viktor Janukvich. Fazolo si è recato nel Donbass e ha documentato la resistenza delle popolazioni locali contro le milizie che si rifanno chiaramente al nazismo e al fascismo. In un suo libro In Donbass non si passa. La resistenza antifascista alle porte dell’Europa”ha affrontato un tema che fino a poco tempo fa era praticamente estraneo all’opinione pubblica italiana, ma che oggi appare quantomeno conosciuta dai più.

In realtà Fazolo in questo lavoro ha voluto anche sottolineare le responsabilità dell’Occidente nell’aver armato le milizie estremiste a danno delle popolazioni. Da ben 8 anni, dal 2014, si contano purtroppo circa 14mila morti nelle zone del Donbass e Lugansk e ad oggi molti pensano che la mossa di Putin sia stata proprio causata da queste azioni contro i russofoni delle due regioni. Per capire l’attuale conflitto è impossibile non comprendere le difficoltà che queste zone vivono negli ultimi anni di scontri e guerriglie.

Twitter e Facebook

Fazoli usa Facebook e Twitter principalmente per commentare le notizie della giornata o per postare le sue opinioni. È seguito soprattutto su Twitter, ma al contempo rimane molto attivo anche sul social di Zuckerberg.

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