Dire cocktail non è sufficiente, viste le tante ricette e varianti, e per questo esistono indicazioni più precise come insegna la categoria dei sour cocktail. Sempre più apprezzati e diffusi, comprendono drink famosissimi come il Margarita o il Daiquiri. Scopriamo cosa contengono questi cocktail e quali sono le principali varietà da poter sorseggiare in un momento di relax.

Sour significato: perché si chiamano così?

La prima cosa da sapere in merito a questi cocktail sour è l’origine del loro particolare nome. Sour, tradotto dall’inglese, significa acido; e rappresenta perciò la caratteristica principale di questi cocktail, i quali si presentano con un gusto più aspro e secco rispetto ai più classici cocktail dolci. Per la creazione dei cocktail sours è dunque fondamentale una componente acida, in grado di soddisfare pienamente il gusto di chi non ama bevande fruttate dalla dolcezza eccessiva.

Come è fatto un sour cocktail

Tra i cocktail che possono rientrare in questa categoria, ci sono alcuni tra i più amati al mondo. In generale, per la preparazione sour occorrono tre ingredienti principali miscelati adeguatamente: un distillato, una componente acida data solitamente dal succo di limone o altro agrume e, infine, lo zucchero che talvolta può anche essere sostituito da uno sciroppo o da un liquore dal potere dolcificante. A seconda del distillato utilizzato, è possibile dare vita a sours diversi: vodka sour, rum sour, martini sour e whiskey sour sono solo alcuni tra le innumerevoli possibilità.

Vodka, Rum e Tequila versione sour cocktail

Partiamo dall’amato vodka sour cocktail, semplice ma davvero gustoso, secco e ghiacciato perfetto per l’estate. La ricetta principale, ricca di varianti, prevede l’utilizzo di vodka, succo di limone, sciroppo di zucchero e albume. Un mix che rende il cocktail vodka sour un’esplosione di gusto e freschezza. Sono molto amate anche le varianti vodka sour mela verde e vodka sour fragola, sempre più richiesti come sottolineato dalla stessa vodka sour iba (International Bartenders Association).
Apprezzatissimo anche il rum sour cocktail, che vede tra le maggiori varianti il Daiquiri; rum bianco cubano, succo di limone e zucchero che si uniscono per dare vita a un cocktail dallo straordinario equilibrio. Da non sottovalutare anche il gusto del più classico tequila sour: il Margarita, cocktail di origine messicana che vede l’utilizzo di tequila, triple sec (liquore all’arancia) e succo di limone.

Amaretto sour, Martini sour e Whiskey sour

Impossibile non citare anche il sour cocktail italiano per eccellenza che vede l’utilizzo dell’amaretto. A proposito di amaretto sour ricetta prevede una miscelazione del liquore nostrano all’amaretto con succo di limone e sciroppo di zucchero. Nel nostro Paese poi risultano particolarmente apprezzati anche il Martini sour e il Whiskey sour. Un buon bartender whiskey sour mix deve saper miscelare gli ingredienti correttamente per dare forma a un cocktail dal sapore unico grazie al forte aroma del whiskey.

Sweet and sour

Una variante perfetta per chi desidera il giusto mix tra dolce e acido è il cocktail sweet and sour. La più basilare ricetta sweet sour prevede proprio la miscelazione di un dolcificante e un acidificante. Per entrare più nello specifico della preparazione sweet and sour, questa vede l’utilizzo di un succo acido di agrumi e zucchero o sciroppo dolcificante. Da questa ricetta sweet and sour come base, possono poi nascere tanti cocktail; a partire dai classici Mojito e Gin Lemon, fino a cocktail alcolici o analcolici capaci di sfruttare a pieno i gusti tipici di tantissimi agrumi: lime, limone, arance, mandarini, bergamotto, kumquat, pompelmo e molti altri.

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