Chi è Benedetto Mancini? Il nuovo proprietario del Football Club Catania 1946

Il Football Club Catania è finalmente salvo. La squadra del Catania stava precipitando nel baratro ma fortunatamente, è notizia di queste ore, che il tribunale ha autorizzato l’imprenditore Benedetto Mancini, originario di Roma, a comprare i rosso-azzurri per 510 mila euro.
Un nuovo proprietario quindi a Catania, che vuole togliere dalla profonda crisi la squadra etnea che il 22 dicembre del 2021 il tribunale aveva dichiarato in fallimento.
Benedetto Mancini era stato già notato allo stadio Massimino di Catania quando la squadra aveva una disputa contro il Virtus Francavilla e oggi si parla di già del nuovo logo della squadra.
L’imprenditore romano seppur da sempre attivo nel settore turistico, commerciale e termale, non è un nome nuovo nel mondo del calcio.
In passato aveva provato ad acquistare il Latina, quando la squadra andava verso la Serie B, e aveva anche già sborsato 72.000 euro, ma l’acquisto non arrivò a termine e i restanti 684 mila euro non vennero saldati.
A gennaio 2021 Mancini fu protagonista della scalata al Rieti Calcio, ma anche in questo caso si tirò vis all’ultimo.
Mancini è un nome anche nella politica, visto che alle ultime elezioni comunali a Roma, era tra i candidati nella lista di Enrico Michetti, ma non venne eletto.
L’imprenditore romano ha allora acquistato il club rossazzurro, il Football Club Catania 1946, che può tirare finalmente un sospiro di sollievo e concludere il campionato in corso senza pensieri.
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Benedetto Mancini è il nuovo numero 1 del Catania

“Voglio creare qualcosa che duri nel tempo, voglio mettere radici”.
Sono le prime parole rilasciate da Benedetto Mancini, oggi quindi nuovo presidente del Catania Calcio, dopo che il Tribunale nella tarda mattinata di ieri, ha completato le valutazioni di competenza e ratificato il passaggio della società nelle mani del manager romano.
Ieri era l’unico presente a prendere parte alla terza asta con una disponbilità di 510 mila euro, appena sopra la richiesta del tribunale, e tutto è andato secondo i piani.
“Sono stato ieri pomeriggio a Torre del Grifo – ha spiegato l’imprenditore – per parlare con i professionisti che secondo quanto previsto dal bando rimarranno con noi. Quando sarà il momento, faremo degli innesti. Perinetti? E’ un nome che vi confermo, un professionista che è garanzia di serietà del progetto.
Con lui vogliamo costruire qualcosa di vincente. Ho detto a Pellegrino che se pensa di dare le dimissioni sappia che le respingo. Altri nomi nuovi? Persone di mia fiducia come Fabrizio De Micheli, che mi segue ovunque, Dario Perugia, che sarà responsabile dello staff medico, e Riccardo Fabbro, che sarà il club manager”.
Mancini ha affrontato la questione del centro sportivo di Torre del Grifo: “E’ un centro importante. Non penso che andremo ad allenarci da un’altra parte. Discuteremo con la curatela il modo per avere l’uso delle strutture, anche se ci saranno dei costi da sostenere. La mia operazione non è stata fatta per rilevare Torre del Grifo. Certo, è un’astronave, lo vedi e pensi all’Ajax o al Manchester. Parleremo in un secondo momento di cosa fare. L’obiettivo primario è presentarsi in Figc con le carte in regola per trasferire a fine stagione il titolo sportivo dalla vecchia alla nuova società. E’ un cammino a tappe già definite”.
Sul suo interesse per Catania Mancini ha detto: “Non c’è nessuno dietro di me. Sono solo, anche se nessuno mi impedisce di avere rapporti personali con chi voglio. Non ci sono americani e non conosco Tacopina. Sono amico di Lotito, ma con lui non ho mai parlato di Calcio Catania.
Il fallimento del Latina? Nello stesso procedimento risulto indagato e parte lesa. Sono sereno, ho trovato una società con 54 euro sul conto. A Rieti ho cominciato una trattativa in cui mi parlavano di 400 mila euro di debiti e poi è spuntato un bilancio provvisorio con oltre un milione di debiti”. Poi ha concluso: “Giro il mondo per portare avanti i miei progetti finanziari. Ho anche centri termali in Bulgaria e progetti analoghi a Budapest. Tutti i miei affari sono regolari e tassati. Per me parla quello che ho fatto. Ho sempre rispettato la parola data”.

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