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Alessandro Piperno è uno scrittore, docente e critico letterario nato a Roma nel 1972. Il suo romanzo del 2005, Le peggiori intenzioni, ha vinto il Premio Campiello quindi con il suo primo romanzo ed è diventato un bestseller immediatamente in Italia, dove il Corriere della sera ha descritto l’ autore come “un nuovo Marcel Proust”.

Il New Yorker ha scritto che The Worst Intentions è stato un “debutto malvagiamente graffiante, una miscela coruscante di satira, epopea familiare, meditazione proustiana e farsa erotomane”.

Piperno è autore di due opere di saggistica. Persecuzioni, la prima puntata di un dittico intitolato Persecuzione. Il fuoco amico dei ricordi , è il suo tanto atteso secondo romanzo.

Alessandro Piperno è stato insignito del Premio Strega 2012 e lo ha vinto il Premio Strega: il principale premio letterario italiano, per il suo romanzo Inseparabili (2012). Ripercorre la vita di due fratelli, Filippo e Samuele Pontecorvo, dopo la dolorosa morte del padre Leo Pontecorvo.
È un sequel di Persecuzioni pubblicato nel 2010.

Alessandro Piperno chi è? Vita Privata

Si è laureato in Letteratura Francese presso l’Università di Roma, dove attualmente insegna e svolge attività di ricerca. Nel 2000 ha pubblicato il controverso saggio critico su Marcel Proust, dal titolo incendiario “Proust antiebreo (Proust, Anti-Jew)”.

Piperno ha studiato chitarra e ha un forte interesse per la musica. Fino al 2005, quando ha raggiunto il successo come scrittore, ha fatto parte del rock-blues romano Random come chitarrista solista e cantante.
È anche un fan della squadra del Lazio.

Il libro di Piperno ha attirato un notevole interesse da parte dei media, coinvolgendo Piperno in una serie di interviste televisive e dibattiti letterari. La sua scrittura è descritta sia come ironica che ironicamente autoreferenziale, con una visione disincantata della società e della vita in generale.

I suoi critici hanno enfatizzato la difficile trama di Piperno e la sua narrazione presumibilmente confusa.
Afferma che la sua ispirazione proviene dalla grande letteratura del 19 ° secolo, così come da quella dell’America contemporanea. Oltre a Proust (naturalmente), è stato associato a Philip Roth.

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Alessandro Piperno Libri: Persecuzione

Persecuzione“, il titolo del secondo romanzo di Alessandro Piperno, non è un’etichetta semplice per la catastrofe che colpisce il protagonista, Leo Pontecorvo.

È, tuttavia, un illustre oncologo pediatrico e professore universitario che vive nella Roma del 1980, Leo è accusato di aver molestato la fidanzata pre-adolescente di suo figlio tredicenne, con la quale, a quanto pare, è stato impegnato in una corrispondenza illecita.
Padre e figlio vengono a sapere dell’accusa quando (sulla prima pagina del romanzo) viene annunciata al telegiornale della sera durante una cena di famiglia:

Era inutile fingere che la tenera età di Samuel gli impedisse di intuire ciò che era stato immediatamente chiaro agli altri: qualcuno in TV stava suggerendo che suo padre aveva scopato la sua ragazza. E quando dico “ragazza” intendo un bambino di dodici anni e mezzo con i capelli color zucca e una faccia lentigginosa e lentigginosa. Ma quando dico “cazzo” intendo cazzo.

Piperno: di chi è la colpa?

Così veniamo subito introdotti alla domanda centrale del romanzo – Leo è colpevole di una terribile trasgressione morale e legale? – e all’audace schiettezza del narratore in prima persona.
La voce autoriale è come un coro greco, mai identificato, né partecipante all’azione, narra con onniscienza selettiva e un tono variamente intrecciato con condanna, empatia e speculazione psicologica.

È una strategia rischiosa da parte di Piperno. Ma funziona, soprattutto perché la strana autorità fuori scena del suo narratore si adatta alle sfumature esplicitamente tragiche della trama, in cui un eroe di alto livello, bello e di successo è sottoposto a una straordinaria inversione di fortuna e un’espulsione negli inferi.

La prigione di Leo è la cantina della sua lussuosa villa in un sobborgo esclusivo di Roma, dove si ritira e taglia ogni contatto umano. È costretto a nascondersi non solo dai “giudici, dai giornali, dall’opinione pubblica” ma dalle “persone che in quel momento temeva di più al mondo”: sua moglie, Rachel, e i loro due figli.

Dalle profondità del suo isolamento fisico e spirituale rivive, in una serie di flashback ciclici e sconnessi, le esperienze che hanno plasmato la sua vita e lo hanno portato al suo attuale stato di disgrazia.

 

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