Chi è lo chef più stellato in Italia?

La Guida Michelin 2019 assegna la stella alla Locanda del Sant’Uffizio in Piemonte. Sei stelle su cinque ristoranti: Enrico Bartolini è lo chef più stellato in Italia.

Enrico Bartolini è il cuoco più stellato d’Italia, che, nell’edizione 2020 della Guida Michelin, vede salire da 2 a 3 il numero di stelle del suo ristorante milanese, e quelle del Glam di Venezia (resident chef Donato Ascani), oltre alle conferme stellate per la Trattoria Enrico Bartolini nella Tenuta La Badiola del Gruppo Terra Moretti, per il Ristorante Casual di Bergamo per la Locanda del Santuffizio a Cioccaro di Penango.

Con Bartolini che, in questo modo, porta il più alto riconoscimento dell’alta cucina a Milano, che è considerata da molti la vera capitale enogastronomica d’Italia, e che oggi lo è ancora di più.

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Chi è lo chef più stellato in Italia? Tutto sulla Guida Michelin Italia 2022

5 ristoranti per 8 stelle: Enrico Bartolini è il nuovo re della Guida Michelin d’Italia!

Con la cucina italiana che si conferma “una delle più premiate e amate al mondo, sempre più stimolante anche per gli chef del resto del mondo, con una guida che racconta di un paesaggio decisamente dinamico che unisce tradizione, competenza, prodotti locali, talento e creatività”, ha dichiarato Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle guide Michelin, sottolineando che nel mondo “la gastronomia non è mai stata così vivace, dalla California alla Cina, con la guida che ne scatta una foto composta da poco più di 3.000 ristoranti stellati nel mondo, di cui solo 130 con le Tre Stelle”.

A livello regionale, la Lombardia è la regione più stellata, con 6 nuovi interi: 62 ristoranti (tre con 3 stelle, 5 con 2 stelle e 54 con 1 stella), davanti al Piemonte con 46, alla Campania con 44, alla Toscana con 40 e al Veneto con 37.

Mentre l’Emilia Romagna, che da anni in partnership con Michelin ospita la presentazione della guida, per due anni a Parma, e quest’anno a Piacenza, con 33 locali, è regina dei Bib Gourmens (locali dove si mangia bene con meno di 35 euro, 266 in totale in Italia).

La Guida Michelin Italia ha letteralmente inondato una pioggia di stelle sui vigneti della Franciacorta durante la presentazione dell’edizione 2022, n. 67 della guida “rossa” dedicata all’Italia, che esalta il meglio dell’alta cucina italiana.

  • 329 i posti con una stella, con 33 new entry (di cui la metà under 35, che rappresentano il futuro della cucina italiana, ha detto il direttore internazionale delle Guide Michelin, Gwendal Poullennec),
  • 38 quelli con “due stelle”, con due new entry, i Krèsios di Giuseppe Iannotti, di Telese Terme, e i Tre Olivi di Giovanni Solofra a Paestum, che segna un debutto tra gli stellati direttamente con la doppia stella
  • 11 tre stelle, tutti riconfermati: dal Mudec di Enrico Bartolini a Milano (che si conferma lo chef più stellato d’Italia, con 9 stelle, tre con Enrico Bartolini al Mudec di Milano, due con Glam a Venezia e uno ciascuno con la Trattoria Enrico Bartolini in Tenuta La Badiola, del Gruppo Terra Moretti a Castiglione della Pescaia, con ristorante Casual a Bergamo, con locanda del Sant’Uffizio Enrico Bartolini a Cioccaro di Penango, e con la super consulenza al Poggio Rosso di Juan Camilo Quintero a Castelnuovo Berardenga, ristorante gourmet di Borgo San Felice, il Relais & Chateaux a cinque stelle del Gruppo Allianz)-

Inoltre ci sono:

  • Uliassi di Mauro Uliassi a Senigallia,
  • St. Hubertus di Norbert Niederner a San Cassiano,
  • piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba,
  • Da Vittorio dei fratelli Cerea a Brusaporto,
  • Dal Pescatore della famiglia Santini a Canneto sull’Oglio,
  • Reale di Niko Romito a Castel di Sangro,
  • Enoteca Pinchiorri di Giorgio Pinchiorri
  • Annie Féolde a Firenze,
  • Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena,
  • La Pergola di Heinz Beck al Rome Cavalieri
  • Le Calandre dei fratelli Alajmo a Rubano.

Sono quindi 378 i ristoranti stellati italiani, un’istantanea delle eccellenze di un settore che ha superato la pandemia e guarda al futuro.

Nella classifica delle stelle per regione, la Lombardia mantiene la leadership grazie a 56 ristoranti (tre 3 stelle, cinque 2 stelle e 48 1 stella) e 4 nuovi ristoranti stellati. La Campania, d’altra parte, detiene il record annuale di nuovi ristoranti (7), al secondo posto con 48 ristoranti (otto 2 stelle, quaranta 1 stella).

Di conseguenza, il Piemonte, con 1 new entry e 45 ristoranti (uno a 3 stelle, quattro a 2 stelle e quaranta a 1 stella), scende sul gradino più basso del podio, mentre, con una new entry e 41 ristoranti (uno a 3 stelle, cinque a 2 stelle e 35 a 1 stella), la Toscana sale in quarta posizione davanti al Veneto, che, con un totale di 36, è la seconda regione più premiata nel 2022, grazie a 5 nuovi ristoranti stellati (uno a 3 stelle, quattro a 2 stelle e 31 stelle) nella guida.

Tra le province, Napoli rimane prima con 30 ristoranti stellati, seguita da Roma, in seconda posizione con 20, e poi Bolzano, terza con 19 ristoranti. Milano scivola in quinta posizione, con 16 ristoranti stellati.

“I nostri ispettori hanno osservato un’energia sorprendente, perché nonostante tutte le difficoltà che i ristoranti hanno attraversato e le sfide che stanno ancora affrontando, il livello e gli standard qualitativi sono così alti da avere il più alto numero di ristoranti stellati di sempre in Italia, e possiamo essere molto fiduciosi per il futuro considerando il numero di giovani chef stellati in questa edizione”, ha commentato Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida Michelin.

“È un piacere e un onore ospitare i protagonisti delle eccellenze enogastronomiche – ha dichiarato Silvano Brescianini, presidente del Consorzio della Franciacorta, che tutela uno dei più prestigiosi territori spumanti italiani, e che ospiterà la presentazione della “Rossa” per i prossimi tre anni, come “destination partner” del Gruppo Michelin – per conto delle sue 121 cantine associate.

L’alta cucina è la punta di diamante di un sistema agroalimentare che comprende agricoltori, artigiani, cuochi, ristoratori e tutta una filiera che valorizza la cucina italiana nel mondo, nel bicchiere e nel piatto ma non solo. Anche noi produttori siamo chiamati a migliorare, lavorando sulla biodiversità e sulla sostenibilità”.

Sostenibilità che la Guida Michelin valorizzerà, dal 2021, con la “Green Star”, che quest’anno è andata a 17 ristoranti (dopo i 30 del 2021):

  1. Ps Ristorante – Cerreto Guidi Firenze,
  2. Mater Terrae – Roma,
  3. Lerchener’s a Runggen – San Loreno di Sebato,
  4. Antica Locanda Al Cervo – San Genesio,
  5. Agritur El Mas – Moena,
  6. Osteria Enoteca Gambrinus – San Polo di Piave,
  7. Venissa – Venezia,
  8. Sanbrite – Cortina d’Ampezzo,
  9. Le Trabe – Paestum,
  10. Singum – Salina, Aminta Resort – Genazzano,
  11. La Cru – Romagnano, La Preséf – Mantello,
  12. Casamatta – Manduria,
  13. Terra – Sarentino,
  14. 1908 – Stephan Zippl – Renon Soprabolzano,
  15. Fradis Minoris – Francesco Stara – Pula.

Con il Gruppo Michelin che guarda anche alla solidarietà, in quanto Michelin è partner di “Ristoranti contro la Fame”, con un appello ai suoi grandi chef a partecipare al concorso di solidarietà “Azione contro la Fame” per donare cibo a persone vulnerabili in Italia e nel mondo, con più di 170 ristoranti già protagonisti, con gli “ambasciatori” Cristina Bowermann, Cesare Battisti, Giancarlo Morelli, Claudio Sadler, Vincenzo Florio ed Enrico Crippa.

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