Secondo le ultime stime dell’Unione Europea, il 20% del cibo prodotto viene buttato o sprecato, mentre 40 milioni di persone non possono permettersi un pasto completo e di qualità ogni giorno.

Per affrontare e vincere questa sfida, sempre più correlata alle tematiche di tutela dell’ambiente, il Parlamento Europeo ha messo a punto nel gennaio 2012 una nuova strategia di crescita sostenibile e inclusiva, con l’obiettivo di ridurre del 50% gli sprechi alimentari entro il 2025. Fortunatamente, le iniziative non mancano nemmeno a livello territoriale con i numerosi impegni che le grandi aziende distributive associate a Federdistribuzione hanno intrapreso per favorire la crescita dell’economia e mettere un freno ai cambiamenti climatici che minacciano l’Europa e il mondo. Da Last Minute Market a Too Good To Go, passando per i programmi di recupero delle eccedenze messi in campo da imprese e supermercati, vediamo quali sono i nuovi progetti presentati dalla GDO in occasione dell’ottava “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”, tenutasi lo scorso 5 febbraio.

Il progetto “Buon Fine” di Coop

Generalmente, i prodotti che vanno ad accrescere lo spreco di risorse e cibo nei supermercati sono quelli vicini alla data di scadenza o che presentano delle piccole imperfezioni nella confezione. Per questo motivo, il gruppo Coop Italia ha avviato nel 2020 l’innovativo progetto “Buon fine” per contrastare gli sprechi alimentari donando più di 5.000 tonnellate di cibo a 960 associazioni di volontariato in tutta Italia, che hanno potuto così preparare 5,7 milioni di pasti per i meno fortunati.

Oltre a questa iniziativa, il gruppo ha confermato anche quest’anno il programma “Mangiami subito”, che prevede uno sconto del 50% sui prodotti prossimi alla data di scadenza e, in alcuni casi, anche su quelli parzialmente danneggiati nel packaging che rispettano i requisiti igienici e di sicurezza alimentare previsti dalla legge, permettendo così ai consumatori di fare una spesa intelligente che faccia bene sia al portafoglio sia all’ambiente.

Pasti pronti a basso costo nei supermercati Unicomm

Un’altra società della GDO italiana che si è particolarmente impegnata nella lotta contro lo spreco alimentare è il Gruppo Unicomm SpA, che a partire dallo scorso anno ha avviato la campagna di sensibilizzazione “Meglio un grande sconto che un grande spreco”.

L’iniziativa, oltre a consentire ai clienti di risparmiare sulla spesa acquistando prodotti prossimi alla scadenza a prezzi scontati (anche fino al 70% a fine giornata), permette a chi si reca nei punti vendita nelle ore serali di risolvere il problema della cena portando a casa piatti pronti (sia caldi sia freddi) e prodotti di gastronomia del giorno a costi bassissimi, con la possibilità di pagarli addirittura la metà un’ora prima della chiusura.

L’anima “green” di Despar Aspiag Service

Se dopo aver consultato il sito https://lacucinadigiulia.com vi è venuta voglia di sperimentare qualche nuova ricetta con un occhio alla sostenibilità ambientale, sappiate che Aspiag Service (concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna) è tra le prime aziende della grande distribuzione organizzata ad aver ottenuto la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2004 per il sistema di gestione ambientale. Oltre a questo importante traguardo nella lotta contro i cambiamenti climatici con un uso più responsabile delle risorse, il gruppo Despar ha consolidato il suo impegno per contenere gli sprechi alimentari, supportando il lavoro di oltre duecento associazioni di volontariato del territorio che, in un clima di collaborazione e condivisione, hanno recuperato la merce in scadenza di tutti i punti vendita per preparare pasti destinati ai più bisognosi.

La collaborazione con Too Good To Go

Per dare il proprio contributo alla lotta contro lo spreco alimentare molte aziende, supermercati, bar, ristoranti, pasticcerie e forni hanno aderito al programma “anti-spreco” dell’app Too Good to Go. Come funziona? Ogni giorno, un’ora prima della chiusura, le eccedenze e i cibi rimasti invenduti vengono confezionati in pacchi a sorpresa – chiamati Magic Box – e venduti a un prezzo scontato del 70%. In questo modo, i consumatori risparmiano e gli alimenti che a fine giornata sarebbero sicuramente finiti nella spazzatura vengono salvati.

Last Minute Market

Nata da uno studio condotto nel 1998 dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna sotto la guida dell’agronomo ed economista italiano Andrea Segrè, l’iniziativa sociale Last Minute Market che si occupa di economia circolare e recupero delle eccedenze, ha raggiunto negli ultimi anni importanti traguardi sul piano della sensibilizzazione sociale e della cultura anti-spreco alimentare. Tra le numerose campagne contro il food waste condotte in collaborazione con diversi servizi di ristorazione e, in particolare, con le mense scolastiche, segnaliamo le “No spreco bag”, delle pratiche shopper riutilizzabili che vengono consegnate agli alunni per riempirle con pane, frutta e merendine non consumate. L’iniziativa, oltre a ridurre gli sprechi alimentari donando del cibo ai meno fortunati, si propone di insegnare ai bambini ad avere atteggiamenti più virtuosi nei confronti della società e dell’ambiente, condividendo l’importanza di questi piccoli grandi gesti con le proprie famiglie.

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